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Tricomoniasi: cos’è, quali sono i sintomi, come si prende e come si cura

tricomoniasi

Cos’è la tricomoniasi vaginale?

La medicina definisce triconomiasi un’infezione che va ad infiammare gli organi sessuali e tutte le vie urinarie che si trovano nella vagina.

A causarla è un batterio chiamato Trichomonas vaginals, un piccolo protozoo monocellulare che, al microscopio, appare come un cellula dalle grandi dimensioni dalla forma solitamente ovale: si avvicina per somiglianza ad uno spermatozoo, a causa dei flagelli presenti lungo tutto il tratto ovale con una molteplicità di code, che gli servono per muoversi all’interno degli organi genitali, insediandosi soprattutto sull’uretra, vagina e prostata e, per questo motivo, può causare prostatiti, vaginiti e uretriti.

Il periodo di incubazione dopo averlo contratto è variabile da un minimo di 4 ad un massimo di 28 giorni, a seconda della sua attività.

Quali sono i sintomi della tricomoniasi?

A volte asintomatica, la triconomiasi può essere riconosciuta o meno a seconda dei sintomi che presenta ma che, ad un occhio non attento, possono essere scambiate per altre banali infezioni.

Fondamentale la visita dal ginecologo per la determinazione precoce della malattia. Fra i sintomi più frequenti della triconomiasi vaginale ci sono le cerviciti e uretriti che si caratterizzano per un forte prurito ovvero bruciore localizzato nella zona vaginale.

Nei casi più gravi, la donna può addirittura accusar delle perdite dalla vagina, di colore simile ad un pus giallo e verde, con schiuma ai bordi ed un cattivo odore.

A volte, le perdite sono accompagnate da sangue, motivo per cui è molto allarmante.

Come si trasmette la tricomoniasi?

Come un grande numero di malattie legate alla vagina e all’apparato riproduttivo, la tricomoniasi vaginale si trasmette da uomo a donna attraverso i rapporti sessuali non protetti.

Per questo motivo, il rischio di contrarre la malattia è legato alle abitudini sessuali della persona e dal suo numero di partner.

Altre modalità di trasmissione possono essere indirette, utilizzando ad esempio asciugamani infetti o biancheria intima o piscine.

In questo caso, l’infezione è possibile ma remota in quanto il batterio non riesce a vivere per molto tempo al di fuori del corpo umano. In ultima istanza, sono recenti gli studi che hanno evidenziato come può esserci una trasmissione verticale del batterio da una donna incinta al bambino in attesa.

Sebbene i sintomi possano sembrare flebili, è bene non sottovalutare un’infezione da trichomonas vaginali: a lungo andare, l’infezione può provocare addirittura sterilità o favorire la trasmissione di HIV e della nascita del cancro alla cervice.

Tricomoniasi puo dare perdite

Come già indicato, la tricomoniasi può dare vita a perdite di pus maleodorante e infetto che devono essere adeguatamente curate per evitare di diffondere la malattia in maniera involontaria, oltre che per evitare problemi sociali.

La perdita di pus può a volte essere sostituita da una perdita di sangue che, nel caso di malattia asintomatica, può essere confusa con perdite del ciclo: per fare in modo di avere una diagnosi precoce e combattere subito l’infezione è bene predisporre appositi controlli periodici nel caso si abbia una vita sessuale molto attiva.

La Tricomoniasi nell’uomo

Sebbene il batterio attacchi prevalentemente le donne, anche l’uomo può contrarre l’infezione e avere grossi problemi.

Anche nel corpo maschile, i sintomi dell’infezione da tricomoniasi sono soprattutto infiammatori, con prurito e gonfiore alla prostata, al glande e all’apparato genitale in genere.

Sebbene nell’uomo sia difficile riscontrare perdite di pus o di sangue, solitamente l’infezione comporta difficoltà ad urinare, con doloroso disagio durante la minzione.

Anche nell’uomo, una tricomoniasi non adeguatamente riconosciuta e curata – compito solitamente demandato all’urologo – può portare alle stesse complicanze gravi che riguardano la tricomoniasi vaginale. Il trattamento tempestivo è la chiave di volta per allontanare ogni problema.

Farmaci efficaci nella cura della tricomoniasi

La terapia standard per la tricomoniasi prevede l’assunzioone di antibiotici visto che il portatore dell’infezione è un batterio: ad essere particolarmente indicato è il metromidazolo, che prende come target la maggior parte dei ceppi del Trichomonas e, nei casi più ostinati, si può ricorrere al tinidazolo.

Accanto alla terapia antibiotica, che deve essere seguita nei termini esattamente indicati dal medico, va seguita un’alimentazione corretta ed astenersi dall’assunzione di alcool o sostanze irritanti che possono sovraccaricare le vie urinarie e aiutare la permanenza del batteria.

Alla fine della terapia antibiotica, deve essere condotto un nuovo esame per accertare l’effettivo debellamento del batterio con un tempismo di non meno di 3 mesi.

Cura naturale per la tricomoniasi, esiste?

Sebbene la medicina prescriva l’utilizzo di antibiotici per debellare efficacemente la tricomoniasi, questa può essere integrata anche dall’impiego di pratiche di naturopatia in modo da accelerare il processo di guarigione. Il ricorso a rimedi naturali va visto solamente come integrazione e non deve essere in alcun modo considerato sostitutivo degli antibiotici. Indicati sono i probiotici e i semi di pompelmo per via delle loro doti anti infiammatorie.