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GINECOLOGIA

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MALATTIE GINECOLOGICHE

CICLO​ MESTRUALE

 
Tricomoniasi
 
La tricomoniasi è una malattia sessualmente trasmissibile piuttosto diffusa, che colpisce entrambi i sessi con un rapporto di diffusione maggiore tra le donne. È più frequente tra donne giovani sessualmente attive, fortunatamente è una patologia curabile.

L’infezione è causata da un protozoo, il Trichomonas vaginalis, ed è molto contagiosa.
La trasmissione può essere diretta, per contatto sessuale, ma anche indiretta attraverso l’uso di indumenti e oggetti contaminati, anche se meno comuni.


I sintomi d’infezione compaiono in genere tra i 5 e i 28 giorni dopo l’esposizione causando:

 

  • Perdite vaginali schiumose, di colore verdastro o giallastro, dall’odore forte
  • Dolori durante i rapporti sessuali e la minzione
  • Irritazione o prurito nella zona dei genitali
  • Raramente dolore al basso ventre


Per diagnosticare la tricomoniasi il medico deve compiere una visita e un esame di laboratorio. 
Attraverso la visita ginecologica lo specialista può scoprire la presenza di piccole ulcerazioni arrossate sulle pareti vaginali o sulla cervice. Gli esami di laboratorio vengono effettuati su un campione di fluido vaginale e mirano a individuare il parassita che provoca la malattia.
La terapia prevede la somministrazione di nitroimidazolici (metronidazolo e tinidazolo).

Il metronidazolo è la terapia di prima scelta, da utilizzare sia localmente (in formulazione gel)

sia per via sistemica.
Si consiglia sempre di estendere la terapia anche al partner, così come l’astensione dai rapporti sessuali durante tutto il periodo di trattamento, fino alla guarigione di entrambi i partner.
Va evitata l’assunzione di bevande alcoliche durante il periodo della terapia orale e per 24 ore dopo la fine della terapia con metronidazolo, o per 72 ore dopo la fine della terapia con tinidazolo. L’infezione da trichomonas in gravidanza è associata ad aumento di eventi avversi, come la rottura prematura delle membrane, il parto pretermine e basso peso alla nascita del neonato. Il trattamento in donne asintomatiche deve essere rimandato alla 37a settimana di gestazione. Il trattamento di donne sintomatiche prevede, invece, la somministrazione di una singola unica dose di 2 g di metronidazolo in qualsiasi epoca gestazionale.
Durante l’allattamento il metronidazolo può essere somministrato con un'interruzione al momento dell’ingestione del farmaco e per le 24 ore successive.

 

 

Pubblicato il 12/01/2015
A cura di Roberta Testa
Biologa

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

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