SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

LdF2018copia

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

COLONPROCTOLOGIA

EMORROIDI

{

MALATTIE ANO RETTALI

La tecnica PPH per il trattamento delle emorroidi
Fino a qualche anno fa si pensava che l’emorroidectomia fosse l’unica tecnica chirurgica per il trattamento delle emorroidi, che venivano considerate neoformazioni vascolari: oggi non è più vero da quando si è dimostrato che i cuscinetti emorroidari interni ed esterni sono già presenti nell'embrione e che hanno la funzione fisiologica di valvole ad acqua che riempiendosi e svuotandosi danno capacità di continenza al retto.
Le emorroidi non prolassano attraverso l'ano se non avviene prima il prolasso della mucosa rettale.
Pertanto l’asportazione della mucosa anale prolassata consente al tessuto emorroidario di ritornare nella sua sede anatomica e di svolgere la sua normale funzione senza alterazioni del canale anale come avviene con l'emorroidectomia chirurgica (intervento classico).
Questa tecnica, messa a punto da Antonio Longo e definita PPH (Procedure for prolapse haemorroids), viene realizzata con l’aiuto di una suturatrice automatica circolare (stapler), di un dilatatore anale e di un anoscopio appositamente progettati e realizzati da aziende specializzate in device chirurgici. 
La tecnica PPH ha rivoluzionato la cura della malattia emorroidaria. Infatti, mentre precedentemente si era cercato il metodo migliore di asportare le emorroidi, con la tecnica PPH esse vengono semplicemente riportate nella loro sede anatomica naturale e fissate stabilmente.
Inizialmente i chirurghi avevano qualche perplessità sulla nuova tecnica, ma poi ha iniziato ad essere adottata da un numero sempre maggiore di operatori sanitari tanto da divenire l'intervento di prima scelta nelle emorroidi prolassate di II, III e IV. 
In Europa e nel mondo ammontano ad oltre 1.000.000 gli interventi in cui è stata utilizzata la tecnica PPH, anche se molti specialisti ritengono questa tecnica ancora giovane e in corso di valutazione.
L’intervento con la tecnica PPH normalmente viene eseguito in genere in anestesia locale e dura in media 20-30 minuti e richiede di regola un breve ricovero (2/3 giorni).
I punti di sutura sono in titanio e vengono fissati con un’apposita cucitrice circolare, il dolore postoperatorio è modesto e anche la ripresa delle attività lavorative è molto più rapida.
Le complicanze sono rare e comuni agli altri interventi chirurgici.
Anche se non è un’emorroidectomia in senso stretto, in alcuni casi porzioni più o meno grandi di tessuto emorroidario devono essere rimosse per ottenere una migliore correzione del prolasso. 
Poiché si tratta di una metodica giovane, non si hanno ancora studi accurati sulle ricadute della patologia, ma va sottolineato come il rischio di recidiva di prolasso dipenda più da un’iniziale incompleta escissione del tessuto emorroidario piuttosto che da una recidiva vera e propria.
 
Articolo pubblicato il 12/01/2015
 
 
 
 
 

MALATTIE INTESTINALI

Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!