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Cos’è il Diabete Insipido? Scopri con le cause, i sintomi , la disgnosi e la terapia

diabete-insipido

L’insufficiente o mancata secrezione dell’ormone antidiuretico, più comunemente denominato ADH o vasopressina, da parte dell’ipotalamo e dell’ipofisi posteriore può causare il diabete insipido.

Da un punto di vista medico il diabete insipido non ha alcuna correlazione con il diabete mellito e può presentarsi a tutte le età.

Diabete insipido: si può guarire?

Esistono due tipologie di diabete insipido: diabete insipido centrale e diabete insipido nefrogenico.

Nel primo caso tale malattia è usualmente transitoria, salvo in cui siano state eliminate più dell’80% delle cellule nervose il cui scopo è quello di produrre la vasopressina. In questa specifica condizione non si ha una malattia transitoria, ma si incorre in una malattia permanente. A tale disamina devono essere aggiunti i casi in cui le cause di diabete insipido restino sconosciute, che si attestano su una percentuale variabile tra il 30-40%.

Diabete Insipido Nefrogenico

Quando si è in presenza di questa tipologia di diabete insipido, conosciuto anche come ADH-insensibile, si è di fronte a una malattia causata principalmente dall’assenza di risposta renale all’ADH, limitando in modo esponenziale la corretta somministrazione di vasopressina esogena. Il diabete nefrogenico può provenire, come in quello centrale, da una forma acquisita oppure congenita.

Nel caso di una forma congenita le cause sono da attribuire alla mutazione del gene che ha il compito di codificare il recettore V2. Nel caso di una forma acquisita, invece, le cause sono da ricercare in una già presente malattia renale cronica, deficit di potassio, utilizzo di farmaci come il carbonato di litio, ipercalcemia, metossifluorano e demeclociclina.

In tantissimi casi è possibile riscontrare tale malattia anche da anemia falciforme cronica.

Conseguenze del diabete insipido

Chi è affetto da diabete insipido riscontra un forte senso di disidratazione, che se particolarmente vincolante può sfociare in sofferenza cerebrale, collasso o addirittura la morte. Sebbene il senso di disidratazione sia una dei sintomi più evidenti, è possibile riscontrare anche poliuria e polidipsia.

Poliuria: in questa condizione i reni hanno la capacità di filtrare dai 3 ai 20 litri di urina al giorno, rispetto ai consoni 1-2 litri.

Polidipsia: tale condizione, invece, determina un’eccessiva sensazione di sete e la conseguente assimilazione dei liquidi.

Diabete insipido e stanchezza

Uno dei sintomi più ricorrenti di questa malattia è sicuramente la stanchezza. Tale fenomeno si presenta a causa di uno squilibrio elettrolitico e dall’usuale variazione di temperatura. La gran parte dei soggetti affetti da tale condizione sentono l’esigenza di riposare costantemente, non riuscendo a gestire al meglio le energie accumulate con l’alimentazione. Anche i bambini soffrono di tale processo, evidenziando non solo stanchezza, ma anche perdita di appetito ed enuresi (pipì a letto).

Esami per rilevare l’eventuale presenza di diabete insipido

Una volta chiaro cosa sia e quali siano i sintomi e le conseguenze del diabete insipido, è opportuno analizzare quelli che sono i possibili esami da sostenere per riscontrarne la presenza o meno.

  • Urine: il test delle urine è molto utile per verificare i bassi livello di glucosio, elemento essenziale per differenziare questa tipologia di diabete da quello mellito. Una bassa osmolarità delle urine determina un basso peso specifico e quindi la presenza di diabete insipido.
  • Esami ematici: nel momento in cui i livelli di glucosio nelle urine risultassero bassi, vi dovrebbe essere la stessa correlazione nel sangue. Se il test delle urine e gli esami ematici mostrano un basso tasso di glucosio è facilmente deducibile la presenza di diabete insipido.
  • Risonanza magnetica: nel caso in cui si volessero contraltare le anomalie ipofisarie è possibile farlo con la risonanza magnetica. Esclusivamente per il diabete insipido centrale.
  • Test privazione dell’acqua: conosciuto anche come test di disidratazione viene utilizzato per monitorare, in un lasso di tempo definito, l’assunzione di acqua dai soggetti interessati.
  • Risposta all’ADH: attraverso la somministrazione di una soluzione al 3% ipertonica viene monitorata la reazione dell’ADH nel momento in cui c’è l’aumento di osmolarità plasmatica.
  • Genetica: un test genetico, che evidenzi quelle che sono i rari casi di diabete insipido nel nucleo familiare, può aiutare nel comprendere meglio e più velocemente la tipologia e le modalità di intervento.

Terapia per diabete insipido

Una volta identificato, secondo gli esami precedentemente elencati, che si è affetti da diabete insipido è opportuno intervenire con una cura essenzialmente farmacologica.

Come è facile dedurre, il diabete insipido centrale ha un approccio medico diverso dal diabete insipido nefrogenico, vediamo quale.

  • Diabete insipido centrale: la terapia è basata sulla somministrazione esterna di ADH, in forme molto leggere. La cura verte prevalentemente sul ridurre il rischio di disidratazione, che può indurre i sintomi precedentemente analizzati.
  • Diabete insipido nefrogenico: in questo caso si applica una cura mirata con medicinali diuretici, capaci di ristabilire il corretto bilanciamento delle funzionalità renali. A tale rimedio vengono usualmente associate avvertenze dietetiche per limitare in modo naturale la perdita di liquidi.