Salute che fare

Blog su Salute & Benessere

Arriva il freddo e porta con sé i primi malanni

Contents

L’autunno cede il passo all’inverno

Il mese di Novembre lentamente scivola verso Dicembre, le giornate si sono già accorciate, le temperature si sono abbassate e le foglie ormai quasi tutte cadute annunciano l’arrivo della stagione fredda. È un periodo di transizione, affascinante e suggestivo, ma il cambio di clima influisce sul nostro sistema immunitario e aumenta l’esposizione a raffreddori, influenze e altri piccoli disturbi tipici dell’autunno e dell’inverno.

Il freddo modifica nel concreto la nostra fisiologia tanto che, quando la colonnina di mercurio scende, le vie respiratorie diventano più vulnerabili, l’aria fredda tende a seccare le mucose e a ridurne la capacità di difesa e ciò facilita l’ingresso di virus e batteri.

Con l’arrivo dell’inverno, aumenta anche la permanenza in ambienti chiusi, spesso poco arieggiati, dove la trasmissione dei microrganismi responsabili dei malanni stagionali è più facile.

Inoltre, l’aumento della sedentarietà, dovuto al maggior tempo trascorso in casa, può favorire l’indebolimento delle difese immunitarie. È quindi opportuno non rinunciare del tutto allo sport e alle passeggiate, anche nei mesi più rigidi.

I primi sintomi che fanno capolino

Appena le temperature si abbassano, si moltiplicano i casi di raffreddore, tosse secca o grassa, mal di gola e leggera febbre. Questi sintomi, pur non essendo gravi nella maggior parte dei casi, complicano la nostra routine quotidiana: riducono la nostra concentrazione sul lavoro o nello studio e ci costringono a rallentare i ritmi. Spesso si tratta di virus parainfluenzali, capaci di diffondersi rapidamente, soprattutto in luoghi affollati come scuole, mezzi pubblici e uffici.

Un aspetto da non sottovalutare è la facilità con cui tali sintomi si confondono con altre patologie più serie. Per esempio, una tosse persistente può nascondere infezioni batteriche o forme asmatiche riacutizzate dal freddo. Un banale raffreddore, se trascurato, può evolvere in sinusite o otite. Per questo motivo, occorre prestare attenzione alla durata e all’intensità dei disturbi: se dopo una settimana i sintomi non migliorano, è meglio rivolgersi al proprio medico di base.

Anche la febbre, seppur lieve, va monitorata e se supera i 38 gradi, o si accompagna a brividi e dolori diffusi, può essere il campanello d’allarme di un’influenza vera e propria.

Infine, tra i segnali più comuni e più sottovalutati c’è la sensazione di naso chiuso cronico, che può essere collegata a problematiche più complesse come l’ipertrofia dei turbinati.

Naso chiuso? Colpa dell’ipertrofia dei turbinati

Freddo, aria secca e irritazioni delle vie respiratorie possono provocare un disturbo chiamato ipertrofia dei turbinati, strutture nasali preposte al riscaldamento e alla filtrazione dell’aria. Il loro rigonfiamento cronico si traduce in ostruzione nasale, difficoltà nel sonno, russamento e senso costante di “naso chiuso”. Se spray e terapie farmacologiche non bastano, è possibile ricorrere alla più recente laserterapia che offre numerosi vantaggi come: miglioramento immediato della respirazione, riduzione di sintomi correlati come mal di testa e russamento, e assenza di un post-operatorio invasivo.

Tuttavia, è importante affrontare le cause che stanno alla base dell’ipertrofia dei turbinati come: allergie, fumo e uso improprio degli spray nasali, per non vedere ripresentarsi il problema nel tempo.

L’influenza: l’ospite atteso dell’inverno

Il protagonista indiscusso dei malanni stagionali resta sempre il virus influenzale. Ogni anno, tra dicembre e febbraio, l’influenza colpisce milioni di persone nel nostro Paese, con sintomi più intensi rispetto a un banale raffreddore: febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, brividi e forte debilitazione generale. La sua diffusione è favorita dai contatti ravvicinati e dalla minore ventilazione degli ambienti, caratteristiche tipiche della stagione fredda. Le autorità sanitarie ricordano puntualmente l’importanza della vaccinazione, in particolare per le categorie più fragili: anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e operatori sanitari.

Per comprendere appieno il valore di questi consigli e scoprire come affrontare al meglio i mesi più freddi, leggi il nostro approfondimento su influenza stagionale: l’importanza di proteggersi durante la stagione più fredda.

Medici e nutrizionisti concordano su alcune regole basilari per affrontare al meglio i primi freddi. Una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura di stagione, fornisce al corpo vitamine e sali minerali indispensabili per rafforzare il sistema immunitario. Agrumi, mele, kiwi e verdure a foglia verde sono alimenti che non dovrebbero mancare sulla tavola. Altrettanto importante è mantenere un’adeguata idratazione, anche se la sensazione di sete è meno presente rispetto all’estate.

Oltre all’alimentazione, è necessario adottare buone abitudini come: dormire a sufficienza, praticare regolare attività fisica e ridurre lo stress.

Gli esperti ricordano anche l’importanza dell’igiene delle mani, principale veicolo di trasmissione dei virus, e della corretta ventilazione degli ambienti chiusi, anche nei giorni più freddi. Bastano pochi minuti di aerazione al giorno per ridurre la concentrazione di agenti patogeni nell’aria.

Bambini e anziani, i più vulnerabili

Se per un adulto in buona salute un raffreddore è solo un fastidio passeggero, per bambini e anziani i malanni stagionali possono avere conseguenze più serie. Nei piccoli, il sistema immunitario non è ancora del tutto sviluppato, mentre nelle persone anziane tende a indebolirsi. Ciò spiega perché il rischio di complicanze, come bronchiti o polmoniti, sia più elevato per queste categorie.

L’inevitabile impatto economico e sociale

Anche a livello economico e sociale l’ondata di malanni stagionali ha delle ripercussioni degne di nota. Le assenze dal lavoro e da scuola, unite ai costi delle cure e dei farmaci, pesano su famiglie, aziende e sistema sanitario. Secondo le stime, ogni anno l’influenza causa la perdita di milioni di giornate lavorative, con conseguenze che vanno ben oltre la sfera della salute.

Mentre l’autunno avanza e l’inverno si avvicina, gli specialisti continuano a monitorare l’andamento dei virus stagionali. L’attenzione resta alta e la campagna vaccinale antinfluenzale è già partita; le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza della prevenzione come unica arma davvero efficace per contenere la diffusione dei contagi.

Il lato positivo del freddo

Se è vero che il freddo porta con sé malanni e disagi, è altrettanto vero che la stagione invernale offre opportunità uniche: possiamo rallentare i ritmi e dedicarci a noi stessi ma anche praticare sport divertenti come lo sci e il pattinaggio sul ghiaccio. Affrontando con consapevolezza i rischi e adottando comportamenti responsabili possiamo proteggere la nostra salute e goderci al meglio ciò che i mesi freddi hanno da offrire.