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GINECOLOGIA

MALATTIE GINECOLOGICHE

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CICLO​ MESTRUALE

Vaginite Atrofica

 

 

La vaginite atrofica è un'infiammazione delle mucose vaginali e del tratto urinario che non dipende direttamente da infezioni batteriche o fungine.
L’infiammazione è riconducibile ad una significativa riduzione degli estrogeni,

che può essere dovuta a:

 

 

  • Menopausa
  • Allattamento al seno 
  • Trattamenti chemioterapici
  • Radioterapia
  • Farmaci per la cura dell’endometriosi 
  • Farmaci per la cura dei fibromi uterini
  • Terapia oncologica per cancro al seno.

 


La vaginite atrofica è sempre caratterizzata da sintomi più ricorrenti:

 

  • Alterazione del pH (acidità dell’ambiente) vaginale​
  • Aumento del rischio d'infezioni batteriche/micotiche genitali
  • Bruciore vaginale
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Incontinenza urinaria
  • Perdite biancastre vaginali
  • Lieve sanguinamento dopo un rapporto sessuale
  • Minzione dolorosa (disuria)
  • Minzione frequente (pollachiuria)
  • Prurito vaginale
  • Secchezza vaginale


La vaginite atrofica viene accertata dal ginecologo mediante esame pelvico, pap test, tampone vaginale ed analisi delle urine.
L'atrofia vaginale viene normalmente trattata con una terapia estrogenica mirata. I principi attivi più utili a tale scopo sono estradiolo, estradiolo in associazione con noretisterone (noretindrone), estrogeni esterificati, estropipato.
È possibile trovare tali farmaci in commercio sotto forma di crema da applicare localmente, compresse da assumere per bocca, ovuli vaginali da inserire profondamente in vagina, anello vaginale inserito in vagina per tre mesi, cerotto a base di estrogeni (a lento rilascio).
Inoltre, per alleviare l’eccessiva secchezza indotta dalla vaginite atrofica, è possibile applicare delle apposite creme lubrificanti che pur non agendo sulla causa scatenante ne riducono i sintomi.


 

Pubblicato il 12/01/2015
A cura di Roberta Testa
Biologa

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

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