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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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 La Valeriana







































A cura di Giulia Papotti
Dottore in Farmacia

Pubblicato il 26/10/2015

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La valeriana comune (Valeriana officinalis L., 1753) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Valerianacee, che cresce in Europa e Asia ed è stata naturalizzata in Nord America. 
Il genere Valeriana comprende più di 250 specie, ma la varietà officinalis è quella più diffusa in Europa e negli Stati Uniti. La pianta era usata come erba medicinale già nell’antica Grecia e nell’antica Roma. 
I suoi impieghi terapeutici furono descritti da Ippocrate e,  già nel II secolo d.C., Galeno la prescriveva per combattere l’insonnia
Presenta un fusto eretto, solcato in superficie da scanalature, radici fibrose emananti un odore sgradevole e pungente. In condizioni ottimali, può raggiungere circa 150 cm di altezza. Le foglie inferiori sono picciolate, mentre le superiori sono prive di picciolo. Sono tutte opposte, costituite da 11-19 foglioline a lamina intera o dentata e di un bel colore verde intenso. I fiori formano una particolare infiorescenza detta corimbo. Presentano un calice ridotto e corolla a 5 petali dal colore rosa chiaro. Il frutto è un achenio striato provvisto di setole piumose derivanti dalla modificazione che i piccoli denti del calice subiscono con la maturazione. La loro presenza ne aiuta la dispersione per mezzo del vento.
La radice della pianta contiene oli essenziali (esteri dell'acido valerianico, esteri dell'acido valerico, cariofillene, terpinolene, valerenolo, valerenale e composti diterpenici noti col nome di iridoidi), alcuni alcaloidi (valerina, actinidina, catinina e alfa-pirrilchetone) e flavonoidi (linarina, 6-metilapigenina ed hesperidina).
La valeriana è nota per le sue proprietà sedative e calmanti, che dipendono dalla presenza di acidi valerianici e iridoidi, in grado di inibire l’enzima preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA). Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell'induzione del sonno nell'uomo. Riducendo il tempo necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la valeriana è indicata in caso di insonnia e ansia. Pare inoltre che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi in essa contenuti agiscano da agonisti con i recettori dell'adenosina, in parte responsabili dell'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia. Da questo deriva la sua efficacia in caso di crampi addominali e sindrome dell’intestino irritabile.


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