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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
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Trattamento sintomatico dell'emicrania
Quando le crisi emicraniche alterano in maniera consistente le capacità del paziente di poter svolgere in maniera normale le proprie attività quotidiane, è necessario intervenire mediante trattamento farmacologico. Anche se il trattamento farmacologico dell’attacco, si presenta come principale azione curativa per l’emicrania, a volte esso può essere sotto valutato ed in qualche maniera trascurato dal medico. 
In realtà il paziente deve ricorrere all’uso di farmaci per un periodo molto lungo in termini di anni, in quanto deve affidare ad esso la cessazione della sofferenza ed il ripristino delle normali attività quotidiane. Bisogna però considerare il fatto che non vi è un consenso unanime sull’approccio terapeutico di molti antiemicranici, in quanto vi è una marcata carenza di basi scientifiche che documentino in maniera esaustiva l’efficacia e la tollerabilità di questi farmaci. Questo vale soprattutto per alcuni analgesici e alcuni derivati dell’ergot. Solo per i farmaci più recenti, quali i triptani, è disponibile un’ampia letteratura che ne dimostra l’efficacia, il modo corretto di utilizzo, la tollerabilità e la sicurezza. Un limite molto importante del trattamento sintomatico è costituito dalla recidiva della crisi, che è caratterizzata dalla ricomparsa della cefalea e dei sintomi ad essa associati, dopo che questi si sono completamente o parzialmente risolti entro due ore dalla somministrazione del farmaco. 
La recidiva, per essere definita tale, deve comparire in un intervallo di tempo compreso tra 2 e 24 ore dall’inizio del trattamento sintomatico. La natura di questo fenomeno può dipendere dal fatto che i meccanismi generatori dell’attacco emicranico persistono oltre la durata dell’effetto farmacologico. Molti pazienti, nonostante il miglioramento iniziale, vivono la recidiva come una vero e proprio fallimento del trattamento. Nel valutare l’efficacia di un farmaco è quindi importante stabilire se questo migliora la sintomatologia solo per poche ore o per tutta la potenziale durata della crisi. Un altro fattore fondamentale da valutare nel trattamento sintomatico è il mantenimento dell’efficacia terapeutica nei confronti dei diversi attacchi, in quanto, poiché l’emicrania è una patologia a decorso cronico, è necessario che il farmaco mantenga nel tempo la stessa efficacia e tollerabilità. Un’elevata tollerabilità e sicurezza del farmaco è un aspetto fondamentale che il medico deve valutare sempre nei confronti del trattamento sintomatico. La molecola usata, infatti, dovrebbe avere effetti indesiderati di lieve entità e di rapida risoluzione. 
 
 
Articolo pubblicato il 07/07/2015
A cura della Dr.ssa Sheila Leone
Farmacologa
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