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EMORROIDI

MALATTIE ANO RETTALI

Trattamento chirurgico delle emorroidi
Il trattamento chirurgico delle emorroidi è consigliato quando è presente un prolasso delle emorroidi con una significativa componente esterna, se si osservano ricorrenti episodi di trombosi delle emorroidi prolassate e se non si riscontra alcun giovamento dalla terapia.
 
Emorroidectomia
Molti sono gli interventi proposti che essenzialmente si possono suddividere in 2 categorie: aperti e chiusi.
Entrambe le categorie determinano l’asportazione chirurgica del tessuto emorroidario insieme ad una legatura emorroidaria delle arterie. La differenza è che dopo l’asportazione quelli chiusi prevedono la sutura ovvero l’applicazione di punti per chiudere le ferite chirurgiche; al contrario gli altri lasciano il tessuto, come dice il nome della tecnica, aperto.
La tecnica aperta più popolare è quella di Milligan-Morgan, che prevede la rimozione chirurgica dell’eccesso di tessuto che provoca il sanguinamento o il prolasso, la ferita non viene chiusa per favorire la cicatrizzazione spontanea.
Alla fine dell’intervento saranno presenti ferite perianali secernenti che guariranno in circa 3 settimane.
 
La novità rivoluzionaria: la tecnica PPH
Fino a qualche anno fa si pensava che l’emorroidectomia fosse indispensabile, perché si consideravano le emorroidi come neoformazioni vascolari: questo non è più vero da quando si è dimostrato che i cuscinetti emorroidari interni ed esterni sono già presenti nell'embrione e svolgono una funzione fisiologica, dando capacità di continenza al retto. 
Le emorroidi prolassano in seguito a prolasso interno del retto.
Quindi la rimozione della mucosa anale prolassata consente al tessuto emorroidario di ritornare nella sua sede anatomica per svolgere la sua normale funzione senza alterazioni del canale anale come avviene con l’intervento chirurgico dell'emorroidectomia (intervento classico).
Attraverso questa innovativa metodica, messa a punto da Antonio Longo e definita PPH (Procedure for prolapse haemorroids), le emorroidi vengono semplicemente riportate nella loro sede anatomica naturale e fissate stabilmente.
 
 
 
Articolo pubblicato il 12/01/2015
 
 
 
 
 

MALATTIE INTESTINALI

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