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Temperatura basale
Il metodo della temperatura basale è molto utile alle donne che non riescono ad individuare i giorni fertili.
È un metodo naturale attraverso il quale è possibile determinare il momento dell'ovulazione, perché questa non avviene sempre e in tutte le donne a metà del ciclo, come spesso si pensa, ma può essere molto variabile.
Per misurare la temperatura basale è possibile utilizzare:
  • Termometro a galinstan (sostituisce i vecchi termometri a mercurio). Oltre ad essere consigliato è anche il meno costoso
  • Termometro specifico per temperatura basale: più grande e più preciso di quello a galinstan, non è però strettamente necessario
  • Termometro digitale: sconsigliato in quanto meno preciso e più soggetto a errore.

 

Si può iniziare la misurazione dal primo giorno della mestruazione oppure anche subito dopo la fine delle mestruazioni, indicando i dati giorno per giorno con la precisione del decimo di grado su una tabella.
La temperatura basale deve essere misurata al momento del risveglio, appena aperti gli occhi e prima di qualunque altra attività (alzarsi da letto, mangiare, bere un caffè, anche solo parlare). Va misurata la mattina dopo aver dormito almeno tre ore di fila, preferibilmente sempre alla stessa ora. Se non fosse possibile, è necessario segnalare la variazione. 
Altri fattori possono alterare la temperatura basale e in presenza di questi è meglio non misurarla o annotarsi che la misurazione potrebbe aver subito alterazioni, in modo da poterla escludere nel caso ci si rendesse conto che è davvero alterata.
 
Tra i fattori principali:
  • Ore di sonno insufficienti, significativa variazione dell'orario di sveglia, sonno disturbato
  • Febbre, infezioni e in generale tutte le malattie 
  • Assunzione di alcol
  • Alcuni tipi di farmaci, soprattutto se contenenti ormoni. Antinfiammatori, antidolorifici, antibiotici, rimedi naturali non alterano solitamente la temperatura basale.
 
La temperatura basale può essere misurata per via vaginale, rettale od orale. Quella orale è la metodica meno consigliata perché la presenza di carie, gengiviti o afte può determinare errori di misurazione. Anche la temperatura misurata per via vaginale può essere falsata da eventuali infezioni vaginali, ma è abbastanza attendibile e sicuramente più comoda. La più affidabile è quella rettale a meno che non si sia affetti da gravi infiammazioni della mucosa rettale. In ogni caso, una volta scelto un tipo di misurazione è necessario usare sempre quello.
La temperatura nella fase follicolare è mediamente bassa, fino al momento in cui scende per un giorno, per poi risalire oltre alla media nella prima parte del ciclo nella fase luteinica. Quando si verifica tale abbassamento seguito dal rialzo significa che è avvenuta l’ovulazione (viene confermata dopo almeno tre giorni di rialzo della temperatura). Questo aumento della temperatura può anche avvenire dopo 2-3 giorni. Dopodiché la temperatura resta alta fino a qualche giorno prima delle mestruazioni, quando scende di nuovo. Può accadere che la temperatura scenda il giorno delle mestruazioni o anche il giorno successivo.
La temperatura va riportata ogni giorno su un apposito grafico. Di solito tra una mestruazione e l’altra è evidente un andamento bifasico (la temperatura è più bassa nella fase follicolare, per poi alzarsi di 3 decimi di grado circa nella fase luteinica), che permette di individuare con buona precisione il giorno dell’ovulazione. 
Nel caso in cui il ciclo sia anovulatorio (non avviene l’ovulazione), la temperatura si mantiene costante durante tutto il ciclo, oppure ha un andamento a “montagna russa” e non è possibile individuare nel grafico un andamento bifasico.
Nel caso in cui fosse in corso una gravidanza la temperatura resterebbe alta anche il giorno del presunto arrivo delle mestruazioni; in alcuni casi potrebbe subire un ulteriore aumento indicando l’andamento trifasico da gravidanza.
 
 
 
Pubblicato il 12/01/2015
A cura di Roberta Testa
Biologa
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