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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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PEDIATRIA E ADOLESCENTOLOGIA

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ADOLESCENTOLOGIA

ALLERGOLOGIA

Il ritardo puberale

La pubertà è il periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, durante il quale intervengono cambiamenti fisici, sessuali e psicologici.
L’inizio della pubertà è regolato dai neuroni secernenti l’ormone che rilascia le gonadotropine (GnRH), il quale induce a sua volta la secrezione dell’ormone follicolo-stimolante (FSH) e luteinizzante (LH), che stimolano le gonadi a produrre gli ormoni che determinano la comparsa dei caratteri sessuali secondari. Un deficit della secrezione di questi ormoni a vari livelli può condurre alla mancata comparsa dello sviluppo puberale e dei caratteri sessuali secondari, con conseguente ritardo puberale o ipogonadismo franco.
Per i maschi si parla di ritardo puberale in caso di mancato aumento del volume testicolare all’età di 14 anni o inadeguato completamento della maturazione puberale all’età di 17 anni.
Per le femmine si parla di ritardo puberale quando si verifica il mancato sviluppo delle ghiandole mammarie e quindi del seno (telarca) all’età di 13 anni o assenza del primo flusso mestruale (menarca) ai 16 anni d’età.

Dal punto di vista eziopatogentico si distinguono tre forme principali di pubertà ritardata: 

 

  • ritardo costituzionale di crescita (variante della norma)
  • ipogonadismo ipogonadotropo (da causa alta ipotalamo-ipofisaria)
  • ipogonadismo ipergonadotropo (da causa periferica gonadica).

 

    Il ritardo costituzionale di crescita e dello sviluppo puberale è una condizione fisiologica transitoria, che si risolve spontaneamente, da considerarsi in prima istanza nella diagnosi differenziale nel sospetto di ipogonadismo.
    L’ipogonadismo ipogonadotropo è riconducibile ad alterazioni transitorie o irreversibili della funzione ipotalamo-ipofisaria, quali malattie croniche (malattie del sangue, patologie croniche autoimmuni), disturbi del comportamento alimentare, malnutrizione, attività sportiva agonistica, endocrinopatie non trattate o mal trattate, panipopituitarismo idiopatico o da tumori del sistema nervoso centrale (SNC), traumi, irradiazione cranio-spinale, deficit isolato di gonadotropine, sindrome di Prader-Willy, sindrome di Laurence-Moon-Biedl, sindrome di Kallman e uso di oppiacei, glucocorticoidi o sostanze anabolizzanti.
    L’ipogonadismo ipergonadotropo è determinato dall’assenza o iposviluppo delle gonadi (anomalie dei cromosomi sessuali: sindrome di Turner e sindrome di Klinefelter), da malattie metaboliche, da deficit enzimatici della sintesi di testosterone o deficit del suo recettore e da danno iatrogeno (ovvero causato da trattamenti medici) come irradiazione e chemioterapia.
    La valutazione clinica prevede, in primo luogo, un’accurata anamnesi familiare, focalizzata sull’accrescimento e sviluppo puberale dei collaterali, un’anamnesi patologica remota e recente del paziente e la ricostruzione della sua curva di crescita staturo-ponderale.
    Un completo esame obiettivo, esami di laboratorio di primo e secondo livello, nonché esami strumentali, sono necessari ad un inquadramento diagnostico volto ad escludere cause organiche. 
    Lo scopo della terapia sostitutiva con ormoni sessuali, nel periodo adolescenziale, è quella di promuovere un regolare accrescimento staturale e la comparsa dei caratteri sessuali secondari e, allo stesso tempo, di permettere una normale acquisizione della massa muscolare ed ossea.
    Scopi secondari sono legati poi alla sfera psicologica e psicosessuale, puntando ad evitare la difficoltà d’inserimento nei gruppi di coetanei, la sensazione di essere “più piccoli degli altri” (soprattutto nei maschi), all’accettazione di sé e all’educazione sessuale. Questi problemi riguardano tanto i soggetti con ritardo costituzionale di crescita e pubertà, quanto coloro che presentano un ipogonadismo primario o secondario permanente. 
    Tuttavia rimane a tutt’oggi controversa la scelta del trattamento ormonale nel ritardo costituzionale di crescita, rispetto al raggiungimento del “range” familiare e alla persistenza di disturbi psicologici in assenza di terapia.

     
    A cura del Prof. Sergio Bernasconi 
    Già Direttore delle Cliniche Pediatriche - Università Modena - Reggio Emilia e Parma

    Pubblicato il 16/11/2015

     
     

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