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SALUTE CHE FARE!

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PEDIATRIA E ADOLESCENTOLOGIA

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ADOLESCENTOLOGIA

ALLERGOLOGIA

Reflusso gastro-esofageo

Il reflusso gastroesofageo è molto frequente nei bambini piccoli, indipendentemente dal tipo di allattamento (al seno o artificiale). 
Poiché il termine reflusso significa “ritorno indietro”, in questo caso è il contenuto gastrico a risalire dallo stomaco all'esofago e da questo alla bocca sotto forma di rigurgito di latte. Un fenomeno che avviene per lo sviluppo incompleto dell'orifizio superiore di comunicazione tra l'esofago e lo stomaco, al di sotto del muscolo diaframma, definito "cardias" e deputato a contrastare il movimento refluo del contenuto gastrico.
Il vomito nel neonato si presenta molto presto, anche già nella prima settimana dopo la nascita. Nella maggior parte dei casi è una situazione che si risolve da sola con la crescita del bambino, quando il piccolo inizia ad assumere pasti solidi e ad assumere una posizione più verticale. Nella forma più lieve, che si presenta nella maggior parte dei casi, il bambino ha continui rigurgiti che in genere non interferiscono con l’incremento di peso del bambino. Se l’incremento in peso è normale e regolare, non è necessario fare esami né intraprendere terapie.
In alcuni casi si può tuttavia presentare un reflusso gastroesofageo patologico, talmente abbondante e frequente da interferire con la normale crescita del neonato e da causare l’infiammazione del tratto finale dell’esofago. Oltre ai segni tipici, il reflusso gastroesofageo può presentare anche sintomi atipici quali asma bronchiale o spasmo dell’ultimo tratto delle vie aeree superiori: la laringe (laringospasmo). Altri campanelli d’allarme possono essere tosse e raucedine senza evidenti spiegazioni, bronchiti ricorrenti o episodi di cianosi facciale.
Questi sintomi, insieme a un’irregolare crescita del bambino, suggeriscono la necessità di effettuare indagini diagnostiche approfondite (per esempio pH-metria, pH-impedenziometria, esofago-gastro-duodenoscopia), grazie alle quali si potrà eventualmente somministrare un trattamento con farmaci in grado di favorire lo svuotamento gastrico, tamponandone l’acidità presente e riducendo la secrezione acida dello stomaco.
 
 
Pubblicato il 12/02/2015
 

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