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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

 

SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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OSTETRICIA

17/05/2019, 01:32

alimentazione, obesit, BMI



Obesità,-a-rischiare-maggiormente-sono-i-residenti-nelle-aree-rurali-di-tutto-il-mondo-


 A dispetto di tutte le proiezioni statistiche avanzate fino ad oggi, sono le aree rurali del mondo dove l’obesità sta aumentando..



A dispetto di tutte le proiezioni statistiche avanzate fino ad oggi, sono le aree rurali del mondo dove l’obesità sta aumentando più rapidamente rispetto alle città. A confermarlo è un nuovo studio sulle tendenze globali dell’indice di massa corporea (BMI) condotto dall’Imperial College School of Public Health di Londra e pubblicata su Nature, che ha messo sulla bilancia (analizzando i dati relativi a peso corporeo e altezza) oltre 112 milioni di adulti residenti in aree urbane e rurali di 200 paesi, Italia compresa.
Altezza e peso si possono utilizzare per calcolare il BMI, che indica se un individuo ha un peso salutare in base alla sua altezza. Ebbene lo studio, che coinvolge una rete di oltre 1000 ricercatori in tutto il mondo, ha rilevato che dal 1985 al 2017 il BMI è aumentato in media di 2 Kg/m2 nelle donne e di 2,2 Kg/m2 negli uomini in tutto il mondo, equivalenti a 5-6 Kg in più a persona. Oltre la metà dell’aumento globale registrato in questi 33 anni è dovuto alla crescita del BMI nelle zone rurali e in alcuni paesi a basso/medio reddito le campagne sono responsabili di oltre l’80% dell’aumento. Tanto che se nel 1985 uomini e donne che vivevano in città in oltre tre quarti dei paesi coinvolti avevano un BMI più elevato rispetto alle loro controparti in campagna, nel tempo il divario si è ridotto o addirittura invertito. 
«I risultati di questo grande studio globale ribaltano la percezione comune secondo cui l’aumento del numero di persone che hanno scelto di vivere in città è la causa principale della crescita globale dell’obesità», spiega l’autore senior della ricerca Majid Ezzati dell’Imperial College School of Public Health. «Tanto da dover ripensare a come affrontare questo problema di salute globale». 
Il team ha riscontrato inoltre importanti differenze tra paesi ad alto, medio e basso reddito: nei paesi ricchi, per esempio, lo studio ha mostrato che il BMI è risultato in genere più elevato nelle zone rurali a partire dal 1985, soprattutto nelle donne. I ricercatori suggeriscono che ciò sia dovuto agli svantaggi sperimentati da coloro che vivono fuori città: reddito e istruzione inferiori, disponibilità limitata e prezzo più elevato di cibi sani, ma anche meno strutture per svago e sport.
«Le discussioni sulla salute pubblica tendono a concentrarsi sugli aspetti negativi della vita in città», afferma Ezzati. «In realtà le città offrono una vasta gamma di opportunità per un’alimentazione migliore o per fare più attività fisica». Nel frattempo la vita in campagna è cambiata, l’agricoltura si è meccanizzata e si è diffuso un maggior impiego di automobili, elementi positivi che però comportano anche un minore dispendio energetico e maggiori spese per il cibo, che rischia di essere processato e di bassa qualità.
In 12 paesi dell’Europa e dell’Asia Pacifico (Grecia, Spagna, Lituania, Repubblica Ceca, Italia, Portogallo, Serbia, Francia, Malta, Nauru, Singapore e Giappone), il BMI è leggermente diminuito tra il 1985 e il 2017, soprattutto tra le donne. Tra gli uomini, invece, il BMI è aumentato in tutti i paesi con i risultati peggiori in Bahrain, Perù, Cina, Repubblica Dominicana e Stati Uniti. 
17/05/2019, 01:32

alimetazione, curcuma, antinfiammatorio naturale, nutraceutico



Curcuma,-virtù-e-insidie-di-un-nutraceutico-straordinario-e-popolare-su-tutte-le-tavole-


 Considerata ormai un nutraceutico in cucina, la curcuma è conosciuta come potente antinfiammatorio..



Considerata ormai un nutraceutico in cucina, la curcuma è conosciuta come potente antinfiammatorio, ipocolesterolemizzante, antiossidante e dotata di un’azione protettiva contro i tumori. La polvere gialla contiene curcumina, una sostanza così poco biodisponibile in natura che in cucina si aggiunge il pepe al curry per aumentarne appunto la biodisponibilità. 
Un "trucchetto" che gli esperti hanno tentato di replicare anche in farmaceutica e nutraceutica. «Ora vien da pensare che la natura non a caso ci abbia regalato la radice, limitandone l’assorbimento» avverte Sara Farnetti, specialista in Medicina interna e nutrizione, dopo la segnalazione di casi di epatite acuta colestatica in seguito all’assunzione di integratori a base di curcuma. 
«Di recente si è visto che, in alcuni soggetti predisposti, la curcumina può dare reazioni avverse di tossicità. In questi casi - aggiunge l’esperta - la curcumina può scatenare un danno epatico con reazioni tali da simulare un’epatite acuta, con rialzo delle transaminasi, fino a danneggiare la cellula epatica. Si tratta di fenomeni dose-dipendenti, che possono regredire all’interruzione dell’assunzione».
Farnetti ricorda come l’assorbimento della curcumina aumenti di 1000 volte se mescolata al pepe nero, ricco in piperina. Il curry, popolare miscela di spezie, contiene tra le altre cose proprio curcuma e pepe: un esempio di antica sinergia culinaria. Messaggio da ricordare: il cibo ci permette di gestire in modo sicuro le più potenti sostanze naturali.
17/05/2019, 01:32

alimentazione, mangiare sano, ricette della tradizione, FIPE



Ricette-della-tradizione-riscritte-da-Ministero-della-Salute-e-cuochi-per-renderle-più-salutari


 Carbonara, ragù, cotoletta e altre ricette della tradizione italiana rivisitate in chiave salutista per mangiare sano..



Carbonara, ragù, cotoletta e altre ricette della tradizione italiana rivisitate in chiave salutista per mangiare sano, in linea con le attuali esigenze nutrizionali, senza privarsi del gusto. È il progetto allo studio del ministero della Salute che, insieme alla Federazione italiana cuochi, punta "riscrivere" le modalità di preparazione dei piatti tricolori. 
Ad anticiparne gli obiettivi la ministra della Salute, Giulia Grillo, a margine della conferenza stampa per la presentazione del "Roadshow per la formazione dei ristoratori per una sana e corretta alimentazione", frutto della partnership tra la Federazione italiana pubblici esercizi (FIPE), l’Istituto superiore di sanità (ISS), le Reti città sana OMS ed Edenred, principale partner del programma FOOD (Fighting obesity through offer and demand).
«Oggi - spiega Grillo - sono noti tutti gli aspetti nutrizionali che ci consentono di riuscire ad avere buone ricette uguali a quelle che mangiavamo in passato, rese più sane con piccoli accorgimenti. Per esempio: anziché usare la frittura si può usare il forno, anziché usare il burro l’olio extravergine di oliva. Poi, ovviamente, è anche un problema di quantità e frequenza con cui si usano certi alimenti. Le fritture andrebbero evitate, per esempio».
«L’iniziativa - spiega Gaetana Ferri, capo della direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute - ha l’obiettivo di agire sulla riformulazione delle ricette tipiche italiane. Un lavoro in progress, che fa il paio con il lavoro già fatto con l’industria per la riformulazione degli alimenti industriali. Si punta ad ottenere piatti riformulati più corretti dieteticamente, magari abbassando il tenore di grassi saturi e sale, e aumentando il tenore di fibre. E vorremmo che, attraverso questa iniziativa, anche i cuochi, in futuro, siano anche in grado di suggerire, agli utenti dei ristoranti, ricette più alleggerite e suggerire menu dieteticamente corretti. In questo modo si fa educazione alimentare diretta e, quindi, prevenzione».


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