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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

 

SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

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Nutrizione in Farmacia

18/04/2019, 11:42

alimentazione, dieta mediterranea, alimenti meno salutari



Abitudini-alimentari,-interessi-degli-italiani-per-la-tavola-sempre-alti-ma-poco-corretti-


 Se fino a poco tempo fa la dieta degli italiani era vicina a quella Mediterranea, oggi..



Se fino a poco tempo fa la dieta degli italiani era vicina a quella Mediterranea, oggi si sta incamminando verso nuove abitudini alimentari meno salutari. A sostenerlo è Ketty Vaccaro, responsabile Salute e Welfare del Centro studi investimenti sociali (Censis). «I comportamenti a tavola degli italiani stanno cambiando velocemente perché alla tradizione tramandata dalla madre ai figli, si sostituiscono tantissimi canali di comunicazione». 
Dall’ultimo Rapporto Censis appare chiaro come l’interesse per la tavola in Italia si confermi alto: la spesa per il cibo, sul totale delle uscite di una famiglia, è ancora la più alta in Europa con il 14% rispetto alla media europea del 12%, ma questo dato vede una flessione rispetto al passato. «L’atteggiamento generale è di tipo pragmatico», ha spiegato Vaccaro. «Se escludiamo un piccolo gruppo di cosiddetti fanatici, registriamo che oltre 31 milioni di italiani consumano cibo pronto o semipronto; 19,4 milioni hanno acquistato take-away online, 25,3 milioni di persone consumano alimenti e bibite dai distributori automatici». 
I criteri guida della spesa sono identificati non tanto nel prezzo (per meno del 2% è l’unico criterio di scelta), quanto nella trasparenza delle informazioni (94,4%); la funzionalità intesa come durata (88,4%); la facilità di utilizzo (75,1%); l’eticità (83,5%). Si registra poi la crescita di un neo-salutismo, con il consumo da una parte dei cibi "senza" (senza glutine, senza zucchero o lattosio), acquistati da 25,9 milioni di italiani, e dall’altra dei cibi "plus" (arricchiti con vitamine, calcio, omega-3), acquistati da 26,1 milioni di acquirenti con prevalenza millennials per entrambe le categorie.
Dai dati raccolti con il Test della piramide, compilato online da 27.500 persone di cui il 76% donne, emerge una discordanza tra abitudini percepite e quelle reali. Per esempio, tra coloro che hanno dichiarato di consumare regolarmente frutta e verdura, vi era in realtà nel 52,1% dei casi una carenza di consumo di frutta e verdura; nel 15,1% un consumo carente di verdura ma normale di frutta, nel 25,2% il consumo di verdura era regolare, ma carente quello di frutta, e solo nel 7,6% dei casi il consumo sia di frutta sia di verdura era corretto.
Grazie alla statistica applicata alle risposte fornite, è stato possibile identificare nel campione di entrambi i sessi 5 gruppi omogenei: 
1.quarantenni perennemente a dieta (31,6%): concentrate più sulla dieta che sull’attività fisica, seguono un’alimentazione basata sul consumo prevalente di proteine, ma carente di cereali 
2.salutiste (22,5%): prevalentemente in menopausa, laureate, mangiano pesce e carne, pochi legumi, frutta ma poca verdura, concedendosi qualche dolce 
3.sobrie (13,8%): mangiano prevalentemente cereali e legumi, pochissima carne e uova, latte e derivati; consumano frutta e verdura, ma meno di quanto credano 
4.maschi onnivori (14%): maschi over 30, titolo di studio medio, si concedono più di un bicchiere di vino al giorno; mangiano pasta e pane, ma anche carne bianca e rossa, pesce, latticini e uova 
5.giovani voraci (18,1%): fanno attività fisica, mangiano di tutto in porzioni abbondanti tranne il pesce, bevono più di un bicchiere di vino al giorno indulgendo nei dolci.
Infine, a fronte del 43,6% che ha dichiarato di seguire una dieta sana "perché l’alimentazione è un fattore importante per la buona salute", il 10,3% di quelli che hanno compilato il test hanno risposto affermativamente alla dichiarazione "mangio ciò che più mi piace, perché ciò che piace difficilmente fa male".
«Il collegamento tra salute e alimentazione - conclude Vaccaro - è presente nelle idee degli italiani, ma ognuno interpreta diversamente ciò che è corretto consumare». 

18/04/2019, 10:59

alimentazione, sport, alimentazione sportiva



Sport,-per-praticarlo-al-meglio-a-qualsiasi-livello-meglio-un-panino-degli-integratori


 Per chi fa sport l’alimentazione, in una scala da 1 a 10, conta 10..



«Per chi fa sport l’alimentazione, in una scala da 1 a 10, conta 10, perché il nostro organismo ha bisogno della giusta quantità di calorie, di acqua per mantenersi idratato e del giusto mix di carboidrati semplici e complessi, proteine e grassi. Dunque, molto meglio un panino degli integratori, perché in quelli in commercio non c’è nulla di più di quanto sia già possibile trovare negli alimenti di uso comune». 
A sostenerlo è Michelangelo Giampietro, docente alla Scuola dello sport del Coni e alla Scuola di specializzazione in Medicina dello sport e dell’esercizio fisico dell’Università Sapienza di Roma. «L’alimentazione conta 10 sia nello sportivo professionista sia nel dilettante, perché entrambi vogliono ottenere il massimo rendimento possibile. I pilastri fondamentali della buona salute e della prestazione fisica - spiega Giampietro - sono tre: alimentazione, allenamento e riposo». 
Tutto parte dalla corretta alimentazione, perché il nostro organismo ha bisogno della giusta quantità di calorie, acqua e della giusta miscela di carboidrati semplici e complessi, proteine e grassi. Tutto nelle giuste proporzioni. «Per esempio - precisa ancora il medico dello sport - carboidrati e proteine aumentano proporzionalmente all’aumentare dell’esercizio fisico. E i carboidrati dovrebbero aumentare sempre più delle proteine, in un rapporto di 3 a 1 o anche 4 a 1». 
«E la dieta mediterranea è sempre la scelta migliore, indipendentemente dallo sport praticato. Prima di tutto perché la letteratura scientifica conferma senza alcun dubbio gli effetti benefici sulla salute. Inoltre, questa dieta è varia e ricca di tutti i nutrienti necessari per chi fa sport. La pasta, per esempio, è un alimento consigliato. Con sughi più leggeri prima di una gara e con sughi più elaborati - perché no, anche una carbonara - per il pasto serale o dopo l’allenamento».
E per gli integratori, che la fanno da padroni nelle palestre e non solo? 
«Consiglio di evitarli - avverte l’esperto - non perché facciano male di per sé, ma perché in quelli in commercio non c’è nulla di più di quanto sia già possibile trovare negli alimenti di uso comune. Ovviamente dobbiamo seguire una dieta bilanciata e pensata per l’attività sportiva. Per esempio, un panino con bresaola o fesa di tacchino è meglio di aminoacidi e integratori in polvere. Molti integratori sono fatti con il siero di latte: sarebbe meglio mangiare pane e ricotta. Dopo l’allenamento un perfetto integratore naturale è il minestrone all’italiana: verdure di stagione, legumi, pasta, olio a crudo e una bella spolverata di parmigiano. Volendo anche un po’ di pesto alla genovese».
18/04/2019, 10:54

integratori di calcio, tumore, alimentazione



Tumori,-rischio-di-morte-doppio-con-l’assunzione-di-grandi-quantità-di-integratori-di-calcio-


 Assumere grandi quantità di integratori di calcio potrebbe raddoppiare il rischio di morte..



Assumere grandi quantità di integratori di calcio potrebbe raddoppiare il rischio di morte per cancro, una correlazione invece assente tra l’aumento del consumo di alimenti ricchi in calcio e la malattia. A sostenerlo è un nuovo studio pubblicato su Annals of Internal Medicine i cui risultati sono stati ottenuti dopo l’analisi dei dati clinici di 27 mila adulti. 
Secondo gli esperti, i pazienti oncologici potrebbero essere messi più in pericolo di vita assumendo dosi di calcio superiori a 1000 mg al giorno
«È importante capire il ruolo che la sostanza nutritiva e la sua fonte potrebbero avere sulla salute, in particolare se l’effetto potrebbe non essere vantaggioso», sottolinea Fang Fang Zhang della Tufts University di Medford e Somerville, in Massachusetts, e principale autore dello studio. «Secondo i nostri risultati, mentre l’integratore contribuisce ad aumentare il livello totale di un nutriente assunto, con gli alimenti si verificano associazioni benefiche con sostanze nutritive che non si osservano con gli integratori».
Per esempio, un consumo adeguato di vitamine A e K oltre a magnesio e zinco riduce il rischio di morte, risultato che si associa solo ai nutrienti nel cibo e non agli integratori. Alti livelli di assunzione di calcio attraverso gli integratori sono associati, invece, a un maggior rischio di morte oncologica. Il consumo non necessario di supplementi di vitamina D da parte di persone non carenti, infine, potrebbe aumentare il rischio di morte per qualsiasi causa. 


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