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SALUTE CHE FARE!

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ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA

 

MIELOFIBROSI

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PATOLOGIE DELL'UTERO

 
Melanoma
 
 

 

PATOLOGIE DELLA CUTE

Il melanoma è un tumore maligno della pelle che origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina. Pur non essendo particolarmente diffuso, negli ultimi anni registra un progressivo aumento. Le cause del melanoma non sono ancora ben definite, ma è stata individuata una serie di fattori di rischio che possono contribuire alla sua insorgenza. Fra questi il più comune è un’eccessiva esposizione al sole, pregresse scottature solari nell’infanzia, l’ereditarietà e la presenza di moltissimi nevi.  
Diversi sono i sistemi di classificazione dei melanomi, i più utilizzati dei quali sono il sistema secondo Clark e quello secondo Breslow. Il primo sistema (Clark) associa la gravità della neoplasia in base al livello di infiltrazione anatomica della cute: 
 
•livello I (epidermide) 
•livello II (derma superficiale) 
•livello III  (derma profondo) 
•livello IV (derma reticolare) 
•livello V (ipoderma). 
 
Il secondo sistema (Breslow) si basa sullo spessore del melanoma, misurando in millimetri la profondità del tumore infiltrato nella cute a partire dallo stato granuloso fino al punto di massima infiltrazione. 
Maggiore è lo spessore di tessuto cutaneo infiltrato, peggiore è la prognosi: 
 
•T1: spessore <1 mm 
•T2: spessore tra 1,01 e 2 mm 
•T3: spessore tra 2,01 e 4 mm 
•T4: spessore >4 mm. 
 
È possibile distinguere differenti sottotipi morfologici di melanoma: 
melanoma a diffusione superficiale: la forma più frequente, che cresce molto lentamente e invade solo l’epidermide e lo strato superficiale del derma 
melanoma tipo lentigo maligna: non molto frequente ma invasivo, cresce lentamente e forma delle aree pigmentate sul volto degli anziani. Invade l’epidermide e, negli stadi più avanzati, si estende più in profondità 
melanoma tipo acrale-lentigginoso: forma rara, colpisce il palmo delle mani, piante dei piedi e le zone al di sotto delle unghie 
melanoma nodulare: abbastanza diffuso e molto aggressivo. Manifesta una crescita molto rapida e si presenta inizialmente come una papula frequentemente di colore scuro. 
I melanomi vengono di solito rilevati con la regola ABCDE: A sta per forma asimmetrica B per bordi irregolari e frastagliati C per colore scuro, nero o variegato D per dimensione variabile E per evoluzione con tendenza ad aumentare di dimensioni. 
Per diagnosticare un melanoma il dermatologo si avvale della dermatoscopia, una tecnica non invasiva che permette di vedere particolari non visibili a occhio nudo. Per far ciò si avvale del dermatoscopio manuale (piccolo strumento manuale basato su una lente che fornisce ingrandimenti prevalentemente compresi tra le 10 e le 20 volte) o del videodermatoscopio digitale (strumento che ci consente di acquisire immagini ad ingrandimenti diversi e di archiviarle per poterle confrontare con altre immagini a distanza di tempo). 
La certezza della diagnosi deve comunque essere sostenuta dalla biopsia, l’asportazione di tutta la lesione sulla quale viene effettuato l'esame istologico al microscopio ottico. Una volta accertata l’esistenza del melanoma, in base allo stadio della malattia si definisce il piano terapeutico. In generale nei melanomi classificati in stadio I e II si procede con l’asportazione chirurgica, mentre in quelli in III e IV stadio vengono utilizzati chemioterapia, bioterapia, trattamento chirurgico e radioterapico. Sono in corso di sperimentazione i vaccini anti-melanoma, che però non sono in grado di prevenire la malattia, ma stimolano il sistema immunitario a contrastarla.
 
Pubblicato il 08/06/2015
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