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COLONPROCTOLOGIA

EMORROIDI

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MALATTIE ANO RETTALI

Le emorroidi
Le emorroidi sono cuscinetti fortemente vascolarizzati, sostenuti da tessuto connettivale e fibre muscolari lisce e associati al plesso venoso emorroidario, in grado di determinare con la loro presenza una forma raggiata del canale anale, che appare così stellato e suddivisibile in tre parti. Praticamente si tratta di strutture vascolari (sinusoidi) situate nella sotto mucosa del canale anale con un ruolo fondamentale nel mantenimento della continenza fecale. Al termine della defecazione, infatti, le emorroidi si riempiono rapidamente di sangue e contribuiscono, a riposo, al 15-20% della pressione di chiusura dello sfintere anale. Inoltre hanno una funzione protettiva nei confronti dei muscoli dello sfintere anale durante il passaggio delle feci. Tuttavia, per differenti cause, le emorroidi possono subire modificazioni fisiopatologiche tali  da definire una vera e propria malattia emorroidaria.
Diversi sono i fattori che possono condurre alla comparsa di emorroidi sintomatiche: la stitichezza, un aumento della pressione intraddominale (sforzi compiuti durante la defecazione, gravidanza, ascite), un’alimentazione povera di fibre, lo stress, la mancanza di esercizio fisico, l’assenza di valvole nelle vene emorroidarie, i fattori genetici, l’invecchiamento, ecc. Altri fattori in grado di aumentare il rischio di malattia emorroidaria sono l'obesità, una prolungata posizione seduta, la tosse cronica e la disfunzione del pavimento pelvico. La diagnosi di malattia emorroidaria viene formulata dal proctologo dopo un approfondito esame rettale, che può evidenziare la presenza di emorroidi esterne ed eventualmente di prolasso, oltre all’impiego dell’anoscopio per controllare le condizioni cliniche delle emorroidi interne al canale anale.
Le emorroidi interne si possono classificare in 4 categorie secondo la loro grandezza e la presenza di prolasso:
 

Grado 1°: solo interne, assenza di prolasso, eventuale sanguinamento, assenza di dolore

Grado 2°: aumento di volume con prolasso, si riducono spontaneamente dopo la defecazione

Grado 3°: prolasso spontaneo all’esterno, si riducono manualmente dopo la defecazione

Grado 4°: prolasso stabile all’esterno che, spesso, non si può più ridurre manualmente.

 

Fra i sintomi più diffusi ritroviamo il sanguinamento che è il principale motivo per il quale i pazienti si rivolgono dal proctologo. Altri sintomi molto comuni sono il prolasso (sensazione di escrescenza perianale che aumenta durante o dopo la defecazione), dolore in genere associato ad infiammazione, prurito (in realtà più legato all'infiammazione della mucosa) e perdite di muco provocate dalle emorroidi che prolassando trascinano la mucosa dell’ultimo tratto dell’intestino retto.

In caso di malattia emorroidaria il dolore NON è il sintomo caratteristico, infatti se presente è legato ad una complicanza della malattia emorroidaria detta trombosi. Quindi le emorroidi non sono dolorose ma lo possono diventare quando si gonfiano, escono all'esterno dell'ano diventando dure e sensibilissime.
La malattia emorroidaria è essenzialmente cronica con possibili periodi di aggravamento (crisi emorroidaria), caratterizzati da semplice sanguinamento oppure da crisi dolorose legate alla comparsa di trombosi, accompagnata da gonfiore esterno anale.
Molteplici possono essere le cause scatenanti: alimentazione (vino rosso, birra, crostacei, cioccolata, peperoncino, legumi), sforzi fisici (per esempio il sollevamento di pesi), defecazioni con sforzo (con feci dure o voluminose), defecazioni con diarrea (altamente irritante perché "acida"), assunzione di farmaci (alcuni antibiotici o antiallergici).
Attraverso la visita specialistica completa è possibile diagnosticare la malattia emorroidaria fin dall'inizio; a volte possono essere necessari esami ulteriori come la radiografia del colon con clisma opaco o la colonscopia (esame endoscopico che consente la visione diretta di tutto il colon-retto) per escludere la presenza di altre patologie. In condizioni particolari possono essere indispensabili anche accertamenti specifici come la manometria anorettale (per misurare la contrattilità della muscolatura dell'ano e del retto, in particolare dello sfintere anale interno e di quello esterno) o l’ecografia anale.
È fondamentale una dieta alimentare appropriata ricca in fibre per correggere la stitichezza o le irregolarità intestinali spesso presenti nelle persone che soffrono di malattia emorroidaria.
Si possono utilizzare farmaci idonei con azione antiedema e protettrice dei vasi venosi sia per uso locale (pomate) sia per uso sistemico (compresse e bustine).
La terapia delle complicanze cambia ovviamente da caso a caso. Nella malattia emorroidaria di 3° e 4° grado si può ricorrere a trattamento chirurgico per risolvere i sintomi.
 
Articolo pubblicato il 12/01/2015
 
 
 
 
 
 

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