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SALUTE CHE FARE!

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NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E LOGOPEDIA

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NEUROPSICHIATRIA

INFANTILE

Lavaggio nasale: trattamento o prevenzione?

Le fosse nasali  sono collegate all’ambiente esterno per mezzo delle narici e si sviluppano orizzontalmente all’interno del cranio, per collegarsi posteriormente alle orecchie e alla gola. Per questo motivo esiste un unico medico specialista, l’otorinolaringoiatra, che si occupa dell’unità anatomica orecchio-naso-gola. 

La particolare conformazione fisica sopra descritta spiega come da un banale raffreddore possano insorgere nuovi sintomi quali mal di gola e otite, un’infezione acuta dell’orecchio spesso molto dolorosa. 

Questo quadro sintomatico è tipico del bambino per motivi fisici e funzionali: le strutture sono maggiormente ravvicinate e orizzontalizzate e non vi sono i presupposti motori e neurologici per soffiarsi il naso e mantenerlo pulito. 

Pur rispettando i tempi di sviluppo di ciascun individuo, è fondamentale che il bambino impari a soffiarsi il naso quanto prima, inizialmente con l’aiuto del genitore, poi in piena autonomia. È pur vero che ci sono bambini, anche grandi, che si rifiutano di soffiare il naso, ma non si tratta di un capriccio: spesso e volentieri il rifiuto nasconde l’incapacità di gestire la corretta sequenza dei movimenti e/o la sensazione di fastidio provata all’interno delle orecchie a causa del ristagno di muco. Si innesca così un circolo vizioso tale per cui il bambino si riempie di muco perché non si soffia il naso e non si soffia il naso perché la presenza del muco gli provoca dolore durante la manovra stessa.

 

I lavaggi nasali hanno la funzione di interrompere il circolo vizioso e, se effettuati quotidianamente fin dai primi mesi di vita del bambino, di evitare che si inneschi un “quadro patologico a cascata”. L’emergere dell’abilità di un soffio nasale efficace non coincide con la sospensione dei lavaggi nasali, che sono utilissimi anche negli adulti. 

Per effettuare il lavaggio del naso è necessario un particolare recipiente simile ad una teiera che deriva dalle antiche pratiche yoga – il Neti Lota (vedi foto) – o, in alternativa, una siringa privata dell’ago o una fialetta monodose contenente acqua termale o apposite soluzioni; gli spray sono meno efficaci dal momento che il liquido, una volta nebulizzato, perde la propria forza pulente e garantisce una pulizia superficiale, limitata alla zona appena dietro alle narici. 

 

In caso di infezioni acute delle alte vie respiratorie è indicato l’utilizzo di un’ampolla aerosolica nasale, un attrezzo per il lavaggio nasale che si applica all’aerosol e che permette l’utilizzo della soluzione salina con l’eventuale aggiunta di un farmaco consigliato dallo specialista. 

Il neonato viene adagiato sulla schiena (posizione supina) con il capo ruotato da un lato, mentre il bambino più grande può assumere la posizione dell’adulto: busto in avanti, capo ruotato e bocca aperta; si lava sempre la narice che sta in alto e si attende che l’acqua fuoriesca dall’altra narice. Il benessere respiratorio provato dal paziente è immediato, accompagnato dalla netta sensazione di poter effettuare respiri profondi.

Il lavaggio nasale occupa un ruolo fondamentale nella pratica clinica logopedica: la respirazione a bocca aperta diurna e notturna (respirazione orale) è infatti una condizione che accomuna un vasto gruppo di pazienti, apparentemente disomogeneo per patologia e per età. 

Il “respiratore orale” si riconosce anche a prima vista da alcune caratteristiche estetiche del viso e della postura: viso allungato, occhiaie, labbra screpolate e socchiuse, palato alto e stretto, lingua in posizione anteriorizzata, pronuncia scorretta di alcuni fonemi, ipotonia corporea, senso di stanchezza. 

 

La comunità scientifica riconosce il lavaggio nasale con soluzione idrosalina calda come buona prassi di igiene quotidiana. Si tratta di una pratica semplice, rapida, economica e decisamente salutare. Semplice perché può essere facilmente insegnata ai genitori, rapida a tal punto (sono necessari pochi secondi) da non permettere al bambino di concentrarsi sulla sua minima invasività. Economica in quanto la soluzione di acqua e sale è miscelabile al momento senza bisogno di acquistare prodotti specifici, salutare perché non si fa uso di farmaci e perché la salvaguardia della respirazione nasale fisiologica assume un insostituibile valore preventivo per tutta una serie di condizioni patologiche. 

Un neonato che respira bene dal naso sarà un bambino meno soggetto ad infezioni delle alte vie aeree e allergie respiratorie dal momento che le cavità nasali, libere e pulite, potranno svolgere al meglio la propria funzione di filtro nei confronti dell’aria in ingresso, che verrà riscaldata e purificata. Favorire la pervietà nasale significa prevenire l’ipertrofia delle adenoidi e le conseguenti otiti croniche, così diffuse nella prima infanzia. 

Dal momento che l’otite cronica, a causa del ristagno di muco nell’orecchio medio, è molto spesso associata a temporanei abbassamenti della soglia uditiva (sordità rinogena), favorire la corretta areazione dell’orecchio attraverso la pratica dei lavaggi nasali pone il bambino nelle condizioni di sfruttare al meglio le proprie capacità uditive e di sviluppare quell’attenzione uditiva che è fondamentale e imprescindibile per il corretto sviluppo del linguaggio.  

Quindi un bambino che respira bene sarà un bambino che si ammalerà meno frequentemente e sentirà meglio, un bambino che sente bene sarà un bambino che svilupperà un migliore linguaggio parlato, un bambino che parla bene sarà un bambino che potrà più facilmente spendere le proprie capacità linguistiche in ambito scolastico, sviluppando senza difficoltà quel pensiero astratto che è alla base degli apprendimenti curricolari. 

Nell’adulto il lavaggio nasale è importante in particolar modo per i professionisti della voce costretti a un continuo utilizzo della voce (surmenage vocale): una corretta umidificazione delle fosse nasali e il mantenimento, o il rispristino, della respirazione nasale fisiologica, permette la salvaguardia delle corde vocali, che lavorano al meglio e senza sforzo in un ambiente umido e riscaldato. 

 

 

A cura della Dr.ssa Maria Letizia Lombardi

Logopedista

www.logopedistalombardi.it

Pubblicato il 02/04/2015

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