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GRAVIDANZA

Il perineo, questo sconosciuto
Il pavimento pelvico è un insieme di fasci muscolari che cinge in basso la pelvi delimitando, insieme al diaframma respiratorio, lo spazio addominale: ha un suo tono di base in grado di mantenere i visceri in sede, ma è anche capace di contrarsi rafforzando la continenza attraverso l’aumento della pressione di chiusura di uretra, vagina e retto.
Solo nell’uomo, infatti, la forza di gravità e la pressione (generata all’interno dell’addome per la stazione eretta o in occasione di uno sforzo) si scaricano sul pavimento pelvico.
 
Nella donna questa struttura anatomica circonda tre orifizi (uretra, vagina e ano) consentendo il passaggio verso l’esterno.
Esso si trova in una zona collegata a molteplici funzioni culturalmente considerate “nascoste, intime e segrete” come la minzione, la defecazione, la sessualità e la nascita. È l’area corporea in cui la donna legge ed osserva i cambiamenti che avvengono nella sua vita, elementi importanti per la costruzione della sua identità femminile.
Durante la gestazione, inoltre, contiene e racchiude la gravidanza, finché nel momento del parto, si lascia distendere aprendosi e consentendo al bambino di nascere. 
Possiede, quindi, una doppia funzione: quella di contenere e quella di lasciare andare.
Infine, il muscolo perineale è sede delle emozioni della donna legate al piacere e al benessere psicofisico, ma anche alle paure e alle esperienze vissute negativamente: possiede una memoria ed è in grado di raccontare la storia personale che ogni donna ha vissuto.
 
PAVIMENTO PELVICO DOPO IL PARTO
 
Dopo il parto l’organismo materno va incontro ad un processo di involuzione che interessa gli organi genitali, i legamenti uterini e i muscoli del pavimento pelvico.
Dopo la notevole espansione avvenuta durante la nascita, è necessaria una graduale chiusura che permetta al perineo di recuperare le sue funzioni pregravidiche, prevenendo e correggendo eventuali disfunzioni. 
Nel primo puerperio il perineo ha innanzitutto bisogno di ristabilirsi, rilassarsi ed eventualmente guarire; occorre trattare con cura eventuali cicatrici ed evitare situazioni in grado di aumentare la pressione addominale. 
Di fondamentale importanza, sin dai primi giorni dopo il parto, è l’inizio di un percorso di percezione e movimento volto alla ripresa del tono muscolare e alla chiusura. Nelle settimane successive si può procedere alla rieducazione posturale, alla mobilizzazione del bacino e della muscolatura perineale.
Obiettivo della rieducazione è quello prendere coscienza del proprio perineo, aumentando la percezione di quest’area del corpo poco rappresentata a livello corticale e poco conosciuta per fattori socio-educativi; ma anche ad informare e correggere le cattive abitudini minzionali, defecatorie e allo sforzo.
Concludendo, essendo a conoscenza dei segni e dei sintomi delle disfunzioni del pavimento pelvico, è possibile porre diagnosi prima che si instauri una vera e propria patologia e proporre alle donne esercizi e nuove abitudini di vita quotidiana a scopo di prevenzione e recupero funzionale della muscolatura.
 
 
Dr.ssa Silvia Mori 
Pubblicato il 08/06/2015
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