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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
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Gestione della profilassi - Cefalee
La decisione di intraprendere una terapia preventiva (profilassi) contro l’emicrania dipende dalla frequenza e la gravità degli attacchi e soprattutto da quanto viene compromessa la qualità di vita dei pazienti. 
Gli obiettivi principali della profilassi dell’emicrania sono la riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi e il miglioramento della qualità di vita del paziente, che viene così ricondotto ad una efficienza fisica accettabile. 
Una riduzione del 50% della frequenza o della gravità dell’emicrania può essere considerata una buona risposta terapeutica alla profilassi. 
I benefici clinici si possono osservare a distanza di 1-3 mesi dall’inizio della terapia. È raccomandabile l’uso di un singolo farmaco a dosi adeguate e somministrate per il tempo appropriato; in questo modo sarà possibile osservare la correlazione tra assunzione del farmaco, efficacia terapeutica ed eventuali effetti collaterali. 
Particolare attenzione va rivolta all’interazione tra farmaci assunti contemporaneamente o tra farmaci e alimenti, così come non va dimenticato che molti trattamenti di profilassi possono avere effetti teratogeni (sviluppo anomalo del feto durante la gravidanza), per questo occorre prescrivere i trattamenti con il più basso rischio per il feto. 
Il problema principale associato alla profilassi è l’adesione al trattamento del paziente, che è inversamente proporzionale alla durata della terapia e al numero di compresse assunte al giorno. Per aumentare l’adesione del paziente alla profilassi è necessario ridurre il numero delle somministrazioni e cercare di coinvolgere i pazienti nella scelta del proprio trattamento. Inoltre, i pazienti devono essere chiaramente informati su come e quando assumere il farmaco e sui possibili effetti collaterali. 
Altro elemento importante è quello di spiegare loro la reale efficacia del farmaco e l’effetto della terapia sull’evoluzione della malattia e sulla qualità della vita. 
Per poter valutare l’effettiva efficacia della profilassi antiemicranica i pazienti devono essere abituati a seguire uno schema di trattamento fisso e a compilare con attenzione un diario quotidiano dove registrare frequenza, gravità e durata della cefalea, grado di disabilità, farmaci assunti ed eventuali effetti collaterali associati alla terapia.
 
 
Articolo pubblicato il 02/04/2015
 
A cura della Dr.ssa Sheila Leone
Farmacologa
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