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PEDIATRIA E ADOLESCENTOLOGIA

ADOLESCENTOLOGIA

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ALLERGOLOGIA

La febbre nel bambino

Per febbre si intende l’innalzamento della temperatura corporea superiore ai 37,3°C (iperpiressia).
La febbre rappresenta una delle armi che il sistema immunitario utilizza per cercare di eliminare i virus, che sopravvivono male alle temperature elevate. Di conseguenza la febbre non deve spaventare di per sé, ma deve essere tenuta sotto controllo per evitare che si alzi troppo e possa peggiorare in modo significativo le condizioni di salute generali del bambino.
L’unica complicanza della febbre nel bambino sono le convulsioni, che possono essere semplici o complesse. Le prime, tipiche nei bambini fra i 6 mesi e i 6 anni, sono da ascrivere esclusivamente allo stato febbrile e non ad altre cause di natura infettiva o neurologica. Hanno generalmente una durata inferiore ai 15 minuti e non si ripetono più di una volta nelle 24 ore. Le convulsioni complesse, invece, hanno una durata superiore ai 15 minuti (un singolo episodio) o pari a 30 minuti (episodi ripetuti anche nelle 24 ore) e possono colpire bambini inferiori ai 6 mesi o superiori ai 6 anni. La maggior parte dei pazienti colpiti presenta una familiarità positiva per l’epilessia e/o per alterazioni neurologiche. 
La temperatura può essere misurata in diversi punti del corpo:
 
Temperatura rettale: è maggiore di 0,5°C rispetto a quella ascellare, molto accurata, ma è necessario assicurarsi che non siano presenti irritazioni perianali in grado di falsare i risultati 
 
Temperatura sottolinguale: è di circa 0,2-0,5°C inferiore a quella rettale. La procedura è semplice e rapida, ma i risultati potrebbero essere compromessi dall'assunzione di bevande calde e fredde 
 
Temperatura ascellare: è pari a 36,6°C ± 0,5°C, quindi leggermente più bassa della temperatura rettale. In genere, è la misurazione più confortevole per i pazienti, ma è considerata poco accurata, in quanto sensibile alla temperatura dell'ambiente
 
Temperatura timpanica: è di circa 0,8 °C inferiore al valore rettale. La procedura è comoda, semplice e viene rilevata con termometri a raggi infrarossi auricolari, che grazie alla speciale forma a cono della sonda, possono essere inseriti nell'orecchio
 
Temperatura cutanea: viene rilevata con dispositivi che impiegano raggi infrarossi per misurare la temperatura della fronte per contatto o a distanza, attraverso un puntatore ottico. Tuttavia, la loro affidabilità è molto discussa.
 
La temperatura può essere misurata con vari tipi di termometro:
 
Termometri liquidi a mercurio: oggi sostituito da quello a galinstano, per la misurazione ascellare o rettale.
 
Termometri elettronici in grado di registrare la temperatura velocemente, ma molto sensibili. Indicati per la misurazione ascellare o rettale.
 
Termometri elettronici per la misurazione della temperatura nell’orecchio (temperatura timpanica). Sono rapidi e facili da utilizzare, ma il rischio è di rilevare una temperatura errata quando lo strumento non è introdotto correttamente. Si può verificare l’esattezza effettuando più misurazioni in un breve lasso di tempo.
 
Termometri elettronici per la misurazione della temperatura nella regione frontale: rapidi e facili da utilizzare (si possono effettuare più misurazioni per verificare l’errore), hanno un errore di 2-3 decimi di grado.
 
Termometro a raggi infrarossi: rilevamento rapido della temperatura corporea con un intervallo di errore di 2-3 decimi di grado. Anche in questo caso si può ovviare all’imprecisione facendo 2 o 3 rapide misurazioni in serie da cui trarre la media.
 
 
I consigli del Dr. Italo Farnetani: 
 
Quando il bambino ha la febbre deve essere coperto di meno, perché la temperatura corporea si deve poter disperdere con facilità. Solo quando il bambino ha i brividi (è un sistema dell’organismo per innalzare la temperatura corporea), lo si dovrà coprire di più.
Non è necessario che il bambino, quando ha la febbre, stia a letto: può alzarsi e girare per casa e se necessario può uscire (per esempio per andare dai nonni o in ambulatorio dal medico), purché durante la stagione più fredda sia coperto maggiormente.
Come farmaco antifebbrile quello da usare è il paracetamolo. I salicilati (derivati dell’aspirina) non vanno usati nei bambini di meno di 12 anni perché, se assunti in corso di influenza o varicella, può determinare la sindrome di Reye, grave malattia che colpisce fegato e cervello.
È importante che i genitori sappiano che gli antibiotici non sono un trattamento della febbre, come riferito dalla credenza popolare per cui “gli antibiotici abbassano la febbre”, ma solo alcuni casi di infezione provocata dai batteri, possono richiedere la somministrazione di antibiotici.
 
Pubblicato il 12/01/2015
A cura del Dr. Italo Farnetani
Pediatra e Giornalista
 

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