SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

GINECOLOGIA

{

MALATTIE GINECOLOGICHE

CICLO​ MESTRUALE

Endometriosi

 

L’endometriosi è una malattia ancora poco conosciuta che colpisce generalmente il 10-15% delle donne in età fertile tra i 25 e i 44 anni d’età, ma può insorgere anche durante l’adolescenza. È stato riscontrato che il 25-50% delle donne infertili è affetto da endometriosi e che donne con una diagnosi accertata di questa malattia hanno una maggiore probabilità di non essere fertili probabilmente a causa dell’alterazione dei meccanismi di raccolta e di trasporto dell’ovocita (cellula riproduttiva femminile). 
L’endometriosi è caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in altre aree del corpo differenti dall’utero: per esempio la struttura esterna dell’utero, le ovaie, le tube di Falloppio, il peritoneo, la vagina, l’intestino, la vescica e più raramente altri organi come i polmoni e la cute.
Come l’endometrio (mucosa che ricopre la cavità interna dell'utero), anche le lesioni endometriosiche sono sensibili all’azione degli ormoni prodotti dalle gonadi e subiscono le stesse modificazioni (fase proliferativa, secretiva, sfaldamento mestruale), tanto che la maggior parte delle lesioni può sanguinare durante le mestruazioni.
Differenti sono teorie formulate per spiegare le cause dell’endometriosi: fra queste la più accettata è l’ipotesi che alcune cellule dell’endometrio si sfaldano e possano migrare dall’utero verso altre sedi esterne. 

 

Le cellule dell’endometrio che si sono staccate durante le mestruazioni possono refluire attraverso le tube di Falloppio ed essere causa di endometriosi intraddominale o, addirittura, polmonare e renale grazie ai sistemi di trasporto linfatico o circolatorio.
I principali sintomi dell’endometriosi sono forti dolori addominali o pelvici, anche se è possibile che alcune donne con lesioni estese non abbiano alcun sintomo: infatti il dolore non è associato alle dimensioni delle lesioni e alla gravità della malattia. Ulteriori sintomi possono essere il dolore dopo un rapporto sessuale, stitichezza o dissenteria e durante l’evacuazione, infertilità, affaticamento, mestruazioni abbondanti (menorragia), perdita di sangue al di fuori delle mestruazioni (metrorragia), mestruazioni dolorose (dismenorrea).
La diagnosi di endometriosi è spesso difficoltosa: di solito il sospetto di malattia avviene sulla base dei sintomi, da confermare successivamente mediante ecografia pelvica transvaginale, biopsia e laparoscopia.
Il trattamento prevede, nelle donne che non hanno il desiderio di una gravidanza, l’utilizzo di farmaci che bloccano la funzione ovarica per fermare la crescita e l’attività degli impianti endometriali. In questo caso sono consigliati i contraccettivi orali. Sono disponibili anche farmaci come gli agonisti dell'ormone per il rilascio della gonadotropina (GnRH), da utilizzare per un periodo limitato di circa 6 mesi in quanto l'uso molto prolungato è associato a una perdita di tessuto osseo, e il danazolo, un'antigonadotropina in grado di inibire l'ovulazione, caratterizzato tuttavia da significativi effetti collaterali androgenici che ne limitano l'utilità.
Nei casi moderati e gravi si preferisce procedere con l'asportazione di quanti più impianti possibile, preservando il potenziale riproduttivo. Se l'asportazione delle lesioni è incompleta, è preferibile associare una terapia aggiuntiva con contraccettivi orali o con gli agonisti del GnRH, in grado tra l’altro di migliorare la percentuale di fertilità. 
L’ultimo trattamento, che viene consigliato solo nel caso in cui la paziente ha dolore pelvico intrattabile e non vuole più avere gravidanze, è l'isterectomia, ovvero l’asportazione chirurgica dell’utero. 

 

Pubblicato il 06/05/2015

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!