SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

LdF2018copia

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

MALATTIE CARDIOVASCOLARI

{

PRINCIPALI MALATTIE

CARDIOVASCOLARI

Endocardite infettiva
L’endocardite infettiva è un’infiammazione dell’endocardio (membrana sottile che riveste l’interno del cuore) e delle valvole cardiache causata da batteri come gli streptococchi di gruppo A e D e gli stafilococchi; più raramente da rickettsie, clamidie e miceti. Interessa in ordine di frequenza le seguenti valvole: mitrale, aortica, tricuspide e polmonare.
Questa malattia si verifica quando i microrganismi in circolo nel torrente sanguigno, arrivano al cuore. Normalmente il sistema immunitario li riconosce e li attacca difendendo l’organismo, rendendoli praticamente innocui. Quando le strutture cardiache sono già danneggiate, questi agenti patogeni, possono non essere bloccati dal sistema immunitario e attaccare il rivestimento interno del cuore. Nel sito dove avviene l’infezione i microrganismi creano delle masse, chiamate vegetazioni, formate da reticolati di piastrine e fibrina in cui sono deposte le microcolonie.
Le condizioni predisponenti sono l’endocardite trombotica abatterica,
precedenti endocarditi o malattie extracardiache (uremia, collagenopatie, alcune neoplasie) e l’impianto di protesi valvolari.
Possiamo distinguere quattro tipi di endocardite infettiva:
 
  • Endocardite batterica subacuta (EBS): rappresenta la forma più frequente. È di solito causata dagli streptococchi, ma anche gli stafilococchi possono esserne responsabili. In genere si sviluppa in presenza di valvole già danneggiate o in seguito a infezioni di vario genere, come infezioni del cavo orale, dell’apparato gastrointestinale o delle vie genitali e urinarie;
  • Endocardite batterica acuta (EBA): gli agenti responsabile della malattia sono più frequentemente Staphylococcus aureus, Streptococco beta-emolitico di gruppo A, gonococco, pneumococco e germi meno virulenti. Questa forma può svilupparsi anche se le valvole sono integre;
  • Endocardite infettiva su protesi valvolare (EPV): colpisce entro un anno il 2-3% dei pazienti sottoposti a intervento di sostituzione valvolare; successivamente l’incidenza scende allo 0,5% per anno. I pazienti maggiormente colpiti sono quelli sottoposti ad impianto di protesi valvolari aortiche piuttosto che mitraliche ed è meno frequente su valvole biologiche (costituite da tessuto pericardico bovino o da valvole di maiale)
  • Endocardite infettiva del cuore destro: colpisce soprattutto la valvola tricuspide, più raramente la valvola e l'arteria polmonare, in seguito all’uso di stupefacenti somministrati per via endovenosa o ad infezioni associate alle vie venose centrali. Microrganismi come S. aureus, Candida sp o bacilli coliformi possono entrare anche attraverso la barriera cutanea.

 

L’endocardite infettiva non è semplice da diagnosticare, in quanto i sintomi iniziali non sono specifici: comprendono, infatti, febbre non particolarmente alta, astenia, malessere generale, sudorazione notturna, calo ponderale. Sintomi più rilevanti sono la contemporanea presenza di soffi cardiaci e febbre, che purtroppo non sempre sono presenti nei quadri clinici iniziali. 
Da tenere sotto controllo sono i pazienti che soffrono di valvulopatia, quelli sottoposti a interventi chirurgici invasivi, coloro che assumono stupefacenti per via endovenosa o che hanno subito interventi odontoiatrici particolari.
I pazienti che hanno subito l’infezione di particolari microrganismi, già elencati in precedenza, responsabili di tale patologia devono sottoporsi a maggiori controlli. In caso di sospetto di setticemia è necessario effettuare ripetuti esami emocolturali per isolare il microrganismo responsabile. L’ecocardiografia invece viene effettuata per verificare la presenza di lesioni vegetanti e rilevare le eventuali problematiche dell’apparato valvolare.
Per curare l’endocardite infettiva è necessario somministrare dosi elevate di antibiotici a spettro limitato, specifici cioè per il microrganismo patogeno coinvolto. La terapia chirurgica va considerata in presenza di scompenso cardiaco ingravescente, embolie periferiche ripetute, ascessi dell'apparato valvolare, danneggiamento di protesi valvolari, mancata risposta alla terapia antibiotica.
 
 
Articolo pubblicato il 06/05/2015

ESAMI

RISCHI STAGIONALI

Calcola il tuo BMI 

CALCOLA-BMI-
Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!