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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
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Emicrania
L'emicrania è una sindrome neurologica caratterizzata da alterazione delle percezioni sensitive, mal di testa e nausea. Essa è un disturbo invalidante, largamente diffuso nel mondo, in quanto colpisce più del 12% della popolazione; questa patologia è caratterizzata da mal di testa di tipo unilaterale, dolore pulsante e una sintomatologia che va da moderata a grave. 
Il dolore può essere bilaterale al momento della comparsa oppure può iniziare da un lato per poi estendersi a tutto il cranio; solitamente tra un attacco e l’altro le parti interessate dal dolore si alternano.  
La frequenza degli attacchi è estremamente variabile; può passare infatti dalle poche volte nel corso di una vita a più volte alla settimana e la media dei mal di testa nei soggetti emicranici va da una a tre volte al mese. 
Il dolore emicranico è accompagnato da altre tipiche caratteristiche quali la nausea che si verifica in quasi il 90% dei pazienti e il vomito che si verifica in circa un terzo dei pazienti.  In molti pazienti l’ipereccitabilità sensoriale si manifesta poi con fotofobia, fonofobia e osmofobia che inducono il soggetto emicranico a trarre beneficio in posti al riparo dalla luce e dai suoni. 
In base alle caratteristiche cliniche, possiamo distinguere diverse tipologie di emicrania. Tra le più importanti annoveriamo l’emicrania con aura (una volta definita classica o neurologica) e l’emicrania senz’aura (una volta definita comune), forme patologiche strettamente correlate tra loro.
 
L’emicrania con aura è un disturbo ricorrente, caratterizzato dalla presenza di sintomi neurologici dell’aura della durata di 5-20 minuti seguiti poi da cefalea, nausea e/o intolleranza alla luce, di solito immediatamente o dopo un intervallo libero, inferiore a 60 minuti. La cefalea di solito dura dalle 4 alle 72 ore negli adulti e da 1 alle 48 ore nei bambini e colpisce prevalentemente i pazienti di giovane età, con tendenza a regredire solo dopo i 35-40 anni. La durata e l’intensità della fase dolorosa è minore rispetto a quella che caratterizza l’emicrania senz’aura. Essa insorge frequentemente dopo il risveglio, ma può comparire in qualsiasi momento della giornata. Molto spesso il dolore emicranico è anticipato nelle ore che lo precedono da prodromi (o sintomi premonitori), per lo più rappresentati da sbadigli, sonnolenza, nausea, irritabilità, depressione del tono dell'umore, modificazione dell’appetito (fame o anoressia). In seguito vi è un repentino disturbo di tipo visivo caratterizzato in genere da lampi di luce bianca o argentea, o raramente, multicolore (fotopsia). Successivamente può comparire una macchia cieca con bordi brillanti, il cosiddetto scotoma scintillante o anche gruppi di linee splendenti a zig zag definiti spettri di fortificazione, o ancora una scomposizione (scotoma a mosaico) o distorsione delle immagini. Queste allucinazioni luminose si muovono lentamente nel campo visivo per alcuni minuti e possono lasciare una zona di deficit visivo in corrispondenza della loro scia (scotomi). Questi ultimi di norma sono bilaterali e spesso interessano parti corrispondenti del campo visivo di ogni occhio, il che indica che essi traggono la loro origine nella corteccia visiva. Oltre ai disturbi visivi, l’aura emicranica può essere costituita da una variegata sintomatologia di tipo neurologico focale che accompagna, o più spesso segue, il deficit visivo. Essi comprendono l’intorpidimento e il formicolio delle labbra, della faccia e della mano, una leggera confusione del pensiero, ipostenia di un arto superiore o inferiore, afasia leggera, vertigini e disturbi del movimento. Una parestesia che può verificarsi negli attacchi di emicrania è la sindrome cheiro-orale ossia una disestesia che parte dalle punta delle dita, si estende a tutto il braccio e contemporaneamente coinvolge la regione del labbro e della lingua.
Questi sintomi durano da 1 a 15 minuti (talvolta più a lungo) e quando iniziano a regredire compare un dolore intenso monolaterale, che si trasforma in maniera progressiva in una cefalea a carattere pulsante che aumenta gradualmente di intensità. All’apice della sintomatologia emicranica il paziente è obbligato a sdraiarsi al riparo dalla luce e dai rumori. Questo perché la luce risulta essere fastidiosa per gli occhi e gli odori forti sono estremamente sgradevoli. Il dolore può essere inoltre aggravato dalla tensione o dallo scuotimento del corpo, così come qualsiasi altra attività fisica.
 
La sindrome dell’emicrania senz’aura è caratterizzata da un esordio inatteso di pochi minuti o più, di una cefalea emicranica, caratterizzata da attacchi dolorosi ricorrenti e spesso disabilitanti. L'età di insorgenza delle crisi emicraniche è quella giovane-adulta. Nel 30% dei casi le prime crisi si presentano durante la prima decade di vita, mentre del tutto occasionalmente esse insorgono dopo i 60 anni. Il dolore può essere pulsante, di intensità moderata/severa, che può essere monolaterale o bilaterale, con prevalenza di lato, localizzata di solito in sede sovraorbitale e accompagnata da ipersensibilità alla luce, al rumore, da nausea e più raramente da vomito. Frequentemente il dolore dell’emicrania senz’aura, come per la tipologia con aura, è anticipato nelle ore che lo precedono da prodromi (o sintomi premonitori), per lo più rappresentati da sbadigli, sonnolenza, nausea, irritabilità, depressione del tono dell'umore. Analogamente, la scomparsa del dolore non sempre coincide con il termine della "tempesta emicranica". Spesso infatti residuano astenia, euforia, o sonnolenza, sintomi (postdromici) che possono perdurare ancora per ore dopo la cessazione della fase algica.
 
 
 
Pubblicato il 12/01/2015
A cura della Dr.ssa Sheila Leone
Farmacologa
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