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NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E LOGOPEDIA

Disturbi specifici di apprendimento (DSA)











Riguardano la compromissione della capacità di apprendimento di lettura (dislessia), scrittura (disortografia) e calcolo (discalculia) in assenza di alterazioni psicopatologiche o sensoriali, deficit cognitivi o situazioni carenziali che possano spiegarne l’origine.
L’importanza di tali situazioni è legata, oltre che all’ostacolo che frappongono nello specifico settore dell’apprendimento, anche e soprattutto alle possibili ripercussioni sulla strutturazione della personalità a causa delle frustrazioni che quasi sempre ne derivano.
Pediatra e neuropsichiatra infantile devono avere un’approfondita conoscenza di tali difficoltà al fine di una tempestiva diagnosi, ma altrettanto importante è una solida conoscenza e un costante aggiornamento in materia da parte degli insegnanti, che generalmente sono i primi a riscontrare il problema e rivestono un ruolo fondamentale nel successivo lavoro di abilitazione.

Dislessia
Incapacità globale complessa di decodifica del segno scritto e della sua trasformazione nel segno parlato corrispondente. Il punto difficoltoso è il passaggio dallo stadio attentivo e volontario dell’apprendimento allo stadio automatico in cui si realizzano quelle caratteristiche di rapidità, precisione e abilità che sono proprie di una funzione ben appresa.
Quasi sempre associata a difficoltà di apprendimento della scrittura (dislessia-disortografia), la dislessia si manifesta tra i 7-12 anni. Prima dei 7 anni gli errori sono normale espressione del processo di apprendimento, dopo i 12 anni le difficoltà tendono spontaneamente ad attenuarsi e ad avere quindi minor impatto emotivo sui ragazzi, anche perché a scuola viene dato minor rilievo alla lettura e all’ortografia. Tuttavia la disfunzione di base permane e le difficoltà residue spesso vengono mascherate e compensate da un intenso impegno attentivo. In questi casi si può rilevare un’accettabile capacità di lettura che però è lenta, esitante, sillabica, con alterazioni del ritmo e conseguente compromissione della comprensione del testo.
La diagnosi retrospettiva di dislessia si può porre soprattutto attraverso il dato anamnestico di acquisizione tardiva della capacità di leggere correttamente e del persistere di una certa difficoltà nella lettura ad alta voce, che risulta esitante e monotona.
Cosa si evidenzia?
• incapacità di distinguere lettere simili per forma (m e n ; b e d; b e p) o per suono (d e t; b e p)
• inversione di lettere in una sillaba (lad per dal; id per di)
• omissione di lettere o sillabe in una parola (domni o doni per domani)
• sostituzione di intere parole (auto per aereo)
• scrittura speculare di lettere e numeri

Disortografia
Difficoltà nell’apprendimento della scrittura come evento singolo o associato alla dislessia.
Nel dettato si possono osservare inversioni, trasformazioni, omissione di lettere o sillabe, errori semantici e di sintassi. Nella composizione libera il testo è per lo più breve, il vocabolario povero, la punteggiatura carente, inadeguata la composizione di parole in frasi e di frasi in periodi.

Discalculia
Difficoltà di apprendimento dell’aritmetica elementare in bambini normalmente scolarizzati senza compromissione di altre forme di ragionamento logico e simbolizzazione.
La difficoltà riguarda inizialmente la capacità di operare anche su piccole quantità con la necessità di aiutarsi con supporti concreti (dita, bastoncini, gettoni, ecc.).
Risulta difficile l’acquisizione del concetto di numero, la capacità di scriverlo correttamente ed eseguire anche semplici operazioni. Si può verificare scrittura speculare dei numeri, difficoltà nella risoluzione dei problemi anche quando le quattro operazioni siano state apprese.
Diagnosi
• anamnesi (familiarità, danni da lesioni cerebrali minime, ecc.)
• esame neurologico generalmente negativo, eventuale iperreflessia, modica asimmetria dei riflessi, disturbi del tono muscolare, incapacità o difficoltà ad effettuare con un ritmo rapido movimenti alternati in direzioni opposte: per esempio pronazione e supinazione della mano, a braccia stese, od estensione e flessione dell'avambraccio sul braccio (adiadococinesia)
• valutazione del livello intellettivo 
• esame della lettura 
• esame della scrittura (dettato, composizione libera)
• esplorazione delle funzioni prattognosiche (valutazione delle funzioni di integrazione percettiva, capacità di simbolizzazione, organizzazione spazio-temporale, lateralizzazione)
• esame elettroencefalografico (normale o modiche alterazioni aspecifiche)
• esame audiomentrico (normale)
• esame oftalmologico (senza alterazioni del visus).
Disturbi associati
• alterazioni del linguaggio (molto frequenti, dal ritardo semplice fino a disturbi più gravi di tipo disfasico)
• disordini della lateralizzazione (lateralizzazione mal definita o di tipo crociato, per mancata concordanza di dominanza laterale a livello di piede, mano, occhi)
• difficoltà di orientamento spazio-temporale (confusione ieri-oggi-domani)
• disturbi emotivi (molto frequenti tra cui ansia, insicurezza, iperattività, tic, enuresi)
• disturbi comportamentali.
Trattamento
Richiede la presa in carico globale del soggetto, inserito nella rete delle sue relazioni familiari e scolastiche. A seconda del quadro il trattamento potrà essere orientato in senso prevalentemente abilitativo (logopedista) o psicoterapeutico (neuropsichiatra infantile/psicologo).
Il programma abilitativo specifico prevede esercizi di rinforzo delle tre competenze (lettura-scrittura-calcolo) e la ricerca, e successivo utilizzo, di strategie di apprendimento che aggirino l’ostacolo e che consentano comunque un adeguato apprendimento. 
Successivamente alla fase di impostazione del programma abilitativo condotto dalla logopedista con il bambino, sarebbe opportuno che la vera e propria fase di trattamento venisse svolta dall’insegnante stessa per tutto il ciclo delle elementari, cercando di far procedere contemporaneamente tutti gli alunni compreso il bambinio dislessico.
Se ciò non fosse possibile per l’elevato numero di alunni, l’eccessivo divario di prestazioni, la presenza di rilevanti difficoltà nel bambino dislessico, potrà essere opportuno potenziare il lavoro dell’insegnante con quello di operatori specializzati (aiuto a domicilio, tutor, frequente contatto-confronto con logopedista).


A cura della Dr.ssa Ciocca Barbara
Neuropsichiatra Infantile

Pubblicato il 12/02/2015

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