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NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E LOGOPEDIA

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NEUROPSICHIATRIA

INFANTILE

Disturbi dell'alimentazione
Nei disturbi dell’alimentazione rientra un gruppo piuttosto eterogeneo di quadri clinici per eziologia, sintomi ed esiti.  I disturbi dell’alimentazione possono riguardare le abilità (sviluppo oro-motorio, oro-sensoriale e oro-faringeo), i comportamenti alimentari (rifiuto selettivo o totale di cibo, vomito, ruminazione o merecismo, ingestione di sostanze non nutritive, paura alla vista del cibo, ecc.) o essere caratterizzati da sintomi più vaghi e aspecifici (coliche dei primi 3 mesi di vita).
Un disturbo alimentare può essere secondario ad un disturbo post-traumatico da stress, un disturbo dell’adattamento, un disturbo della regolazione, d’ansia e dell’umore.
Disordini alimentari si possono evidenziare già in epoca neonatale in bambini in cui appaia difficoltoso stabilire modalità regolari di alimentazione. Già nel secondo semestre di vita alcuni bambini, mentre si alimentano, presentano irritabilità, lamentosità, atteggiamenti oppositivi e di rifiuto verso il cibo, che sembra non destare in loro alcun interesse. Questi bambini possono rifiutarsi di aprire la bocca, inarcare la schiena, allontanare il piatto o rovesciarlo, presentare conati di vomito o addirittura vomito.
Tutto ciò può essere riferibile ad espressioni di rabbia e a tendenza verso modalità interattive conflittuali e controllanti.
L’irregolarità alimentare che insorge nel primo anno di vita può causare rallentamento della crescita psicofisica in assenza di condizioni mediche o organiche che lo spieghino. Disturbi che tendano a persistere rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi evolutivi della crescita, di problemi comportamentali e disturbi di personalità.
Da ciò deriva l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e di un trattamento adeguato e tempestivo.
Più tardi si possono manifestare i più noti disturbi alimentari psicogeni (DAP) o disturbi della condotta alimentare (DCA): l’anoressia e la bulimia nervosa.
 
     
A cura della Dr.ssa Ciocca Barbara
Neuropsichiatra Infantile
Pubblicato il 06/05/2015

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