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NEUROPSICHIATRIA INFANTILE E LOGOPEDIA

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NEUROPSICHIATRIA

INFANTILE

Disfluenza o balbuzie
La comparsa delle prime disfluenze verbali avviene solitamente tra i due e i sei anni. 
Per disfluenza verbale si intende la ripetizione di parole, di sillabe, di frasi intere, esitazioni, prolungamenti, talvolta la riformulazione della frase. La fluenza con cui si succedono le parole nel discorso dipende dalla maturazione del sistema nervoso centrale e comprende tutte le abilità legate al movimento e alla manualità.
Nel momento in cui il bambino comincia ad comporre le prime frasi, possono insorgere difficoltà nel mantenimento di un ritmo del linguaggio normale e rilassato. Pertanto è normale che ci siano interruzioni o esitazioni. Mentre difficilmente ciò costituisce un problema per il bambino, per i genitori questa difficoltà può essere fonte di grande preoccupazione, ecco allora che alcuni intervengono invitandolo alla calma, suggerendogli di prendere fiato, rallentare il ritmo, fare pause, pensare prima di parlare. I bambini, secondariamente all'ansia e al disagio degli adulti che gli stanno accanto, possono strutturare inibizioni che successivamente portano all'evitamento del linguaggio. Per questo, le disfluenze verbali possono cronicizzare e trasformarsi in balbuzie.
La maggior parte delle balbuzie infantili evolvono naturalmente verso una fluenza normale nell'adolescenza, senza alcun intervento specifico. In questa fase, pertanto, una delle risorse più importanti per il bambino, all'insorgere dei primi sintomi, è proprio la famiglia.
Un accordo internazionale ha stabilito che, data la grossa complessità dei sintomi qualitativi e quantitativi della balbuzie, non si deve mai parlare di balbuzie prima dei cinque anni di vita.  Fino ad allora qualsiasi problematica del flusso della parola deve essere chiamato disfluenza.
La balbuzie è una delle possibili evoluzioni della disfluenza.
Si può definire disfluenza infantile o balbuzie primaria, che ha come caratteristica la transitorietà e l’insorgenza in età infantile, un insieme di normali e fisiologiche esitazioni, blocchi e ripetizioni di sillabe iniziali.
La risoluzione nei bambini in età prescolare è spontanea in circa il 65% dei casi, senza alcun intervento rieducativo.
In altri casi l’intervento indiretto sulla relazione familiare e sulle dinamiche verbali dà risultati positivi.
Nel caso della balbuzie secondaria, che è destinata  a perdurare in età adolescenziale ed adulta, possiamo invece evidenziare due caratteristiche principali: la consapevolezza della difficoltà e la paura e il disagio legato al disturbo. La rieducazione di un quadro “cronico” ed avanzato di balbuzie impegna il paziente e lo specialista in un percorso di costruzione e controllo della fluidità del linguaggio, insieme ad un lavoro psicologico che aiuti a superare l'ansia legata alla comunicazione e alla relazione.
 
 
 
Pubblicato il 12/02/2015
 

LOGOPEDIA

PEDAGOGIA

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