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SALUTE CHE FARE!

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MALATTIE CARDIOVASCOLARI

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PRINCIPALI MALATTIE

CARDIOVASCOLARI

Coronarografia
La coronarografia è un esame radiologico che permette di analizzare le coronarie, ovvero le arterie che portano il sangue al cuore.
Questa tecnica, eseguita in anestesia locale, utilizza un piccolo catetere introdotto a livello inguinale nell'arteria femorale o a livello del braccio nell'arteria radiale che viene condotto fino alle coronarie dove viene rilasciato un mezzo di contrasto visibile ai raggi X. 
Le immagini vengono visualizzate su un monitor e valutate dal medico. Il passaggio del catetere non provoca dolore, ma il paziente potrebbe avvertire una sensazione di calore quando viene iniettato il liquido di contrasto.
Se la coronarografia evidenzia un restringimento o un occlusione dei vasi, durante lo svolgimento dell’esame, il medico può anche intervenire effettuando un’angioplastica per dilatare il tratto dell’arteria ostruito.
La coronarografia viene consigliata in seguito ai risultati di esami non invasivi quali elettrocardiogramma (Ecg), scintigrafia miocardica, ecocardiogramma, ecc. che rilevano una sofferenza del cuore dovuta a un ridotto afflusso di sangue e, conseguentemente, di ossigeno da parte delle coronarie. 
La durata dell’esame è in genere compresa nei 20-30 minuti, ma può durare anche un’ora. Il paziente viene tenuto sotto osservazione per alcune ore e in assenza di complicazioni viene dimesso il giorno successivo all’esame. Nel caso in cui sia stata effettuata anche un’angioplastica coronarica, l’esame ha una durata maggiore (60-90 minuti), in questo caso il paziente sarà dimesso dopo due giorni. 
Nonostante i rischi siano molto limitati spesso le complicanze maggiori derivano più dalla gravità della malattia del paziente che dall’esame stesso. Infatti, se la mortalità è di circa 0,2-0,4%, il rischio di subire un infarto o un incidente cerebrovascolare (ictus) durante l’indagine è intorno allo 0,3-0,5%.
 
Pubblicato il 12/02/2015
 

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