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SALUTE CHE FARE  

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GINECOLOGIA

MALATTIE GINECOLOGICHE

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CICLO​ MESTRUALE

Clamidia

 

 

La Clamidia è un’infezione che si trasmette sessualmente causata da un batterio gram-negativo, la Chlamydia trachomatis.
L’infezione è più frequente fra i giovani sessualmente attivi fra i 15 e i 25 anni e spesso può passare inosservata a causa dei sintomi piuttosto leggeri. 
Nonostante ciò può provocare danni all’apparato riproduttivo, soprattutto femminile. 

 

  • Nelle donne può provocare danni alle tube di Falloppio, gravidanze extrauterine, infertilità e malattia infiammatoria pelvica (PID). 

 

  • Negli uomini può determinare infezioni dell’epididimo, danno ai testicoli e infezioni alla prostata.

 

La clamidia si trasmette generalmente attraverso rapporti sessuali vaginali, anali o orali ma può anche essere trasmessa dalla mamma al neonato durante il parto. Il bambino alla nascita può presentare infiammazioni agli occhi e all’apparato respiratorio, infatti la clamidia è una delle prime cause di congiuntivite e di polmonite nei neonati.


La clamidia è spesso asintomatica, eventualmente i sintomi compaiono dopo una-tre settimane dal contagio. Nelle donne colpisce la cervice e l’uretra, provocando perdite vaginali o irritazione. Può in alcuni casi determinare dolori nella parte inferiore dell’addome, alla schiena, nausea, febbre e perdite ematiche. Nell’uomo può manifestarsi con bruciore e secrezioni dall’uretra.


La clamidia può essere identificata attraverso tamponi uretrali nell’uomo e vaginali nella donna, ma anche da campioni di urine. Sono anche disponibili tecniche di analisi che permettono di avere risultati in tempi brevi. Si tratta di test basati su tecniche di amplificazione genica (come la PCR, la LCR e la TMA) in grado di rilevare direttamente il genoma della clamidia.
La cura prevede una terapia antibiotica con azitromicina in singola dose o di doxiciclina per 7 giorni. È necessario il trattamento del partner perché il rischio di contagio è molto alto almeno nei rapporti avvenuti trenta giorni prima della comparsa dei sintomi o sessanta giorni prima, nel caso di manifestazione asintomatica della malattia.
Dal momento che la clamidia si trasmette sessualmente è bene evitare rapporti a rischio e utilizzare il profilattico.


 

Pubblicato il 07/07/2015
A cura di Roberta Testa
Biologa

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

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