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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
01/06/2018, 10:12

calcificazione coronariche, aterosclerosi, cuore, calcificazione vascolare



Mummia-di-Similaun,-aterosclerosi-coronarica-causata-da-predisposizione-genetica
Mummia-di-Similaun,-aterosclerosi-coronarica-causata-da-predisposizione-genetica


 Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio vissuto più di 5000 anni fa, era malato di cuore...



Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio vissuto più di 5000 anni fa, era malato di cuore. 
Rinvenuta nel 1991 sulle Alpi Venoste da una coppia di escursionisti tedeschi, la mummia del Similaun (dall’età presunta di 46 anni) aveva ben 3 calcificazioni coronariche, spia di un processo di aterosclerosi forse più legato alla predisposizione genetica che a uno stile di vita poco salutare. 
Perché trattandosi di un cacciatore-raccoglitore vissuto fra il 3300 e il 3100 a.C., il suo problema non poteva certo essere la sedentarietà. 
A questa conclusione è giunto un gruppo di ricercatori altoatesini, guidato dalla radiologa di Bolzano Patrizia Pernter, che ha pubblicato sulla rivista RöFo - Fortschritte auf dem Gebiet der Röntgenstrahlen i risultati di un nuovo studio condotto sul corpo di "Iceman", conservato al Museo archeologico dell’Alto Adige. Per l’esperta, non solo uno dei casi più antichi di calcificazione vascolare, ma anche un esempio medico sulla predisposizione genetica come principale fattore scatenante di aterosclerosi coronarica.
L’entità delle calcificazioni, spiegano gli addetti ai lavori, viene stabilita attraverso un sistema di misurazione basato sulla loro densità e il loro volume. E siccome esistono differenze associate a etnia, sesso ed età, per Ötzi i valori presi a paragone sono stati quelli di soggetti caucasici. «Se è presente calcare, significa che vi sono placche arteriosclerotiche» spiega Pernter, sottolineando che se si trasferissero le calcificazioni sul cuore di un uomo in vita, il valore misurato in Ötzi è sovrapponibile a quello che si può riscontrare in un uomo di carnagione chiara dei giorni nostri tra i 40 e i 50 anni.



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