SALUTE CHE FARE | Testata Giornalistica on-line

Numero di iscrizione al Registro Stampa 12/2015
Registrata con Ordinanza del 10 Giugno 2015 dal Tribunale di Modena
 
{
salute-che-fare-educami-home

Benvenuto su

SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

Progetto realizzato da MediaSalus Srl 

Via Che Guevara, 7/a - 41122 Modena - Tel. 059-8637125 - e-mail info@salutechefare.it - P.Iva 03535570364
 
salute-che-fare
area-riservata-farmacie-salute-che-fare

CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
18/05/2018, 17:01

dolore, cronico, salute, come, curarlo, analgesici,



Dolore-cronico-moderato,-accesso-a-nuove-cure-sostenibili-per-una-migliore-qualità-di-vita


 Difficile da definire, in quanto soggettivo, e da diagnosticare. Il dolore è un sintomo ampiamente diffuso, tale da condizionare la qualità di vita del per un italiano su 5, e ad oggi uno dei problemi medici meno conosciuti e affrontati...



Difficile da definire, in quanto soggettivo, e da diagnosticare. Il dolore è un sintomo ampiamente diffuso, tale da condizionare la qualità di vita del per un italiano su 5, e ad oggi uno dei problemi medici meno conosciuti e affrontati. Il dolore cronico non oncologico rappresenta un problema cruciale di salute pubblica che affligge circa 12 milioni di italiani (20%) e il 22% dei cittadini europei. 
«Si tratta di una vera e propria malattia che spesso, però, nella pratica clinica è sotto-diagnosticata e sotto-trattata con evidenti conseguenze cliniche, fisiologiche e socio-economiche» spiega Consalvo Mattia, docente di Anestesia e rianimazione all’Università La Sapienza di Roma. «Una condizione dolorosa frequentemente associata a malattie croniche (per esempio reumatiche) e che colpisce maggiormente donne e anziani».
Con un impatto socio-economico devastante: secondo un’indagine UE sono in media 7,8 i giorni di lavoro persi per dolore cronico non-oncologico di entità moderata-severa, mentre nel 22% dei pazienti salgono addirittura a 10. Anche se il 55% dei pazienti non ha perso alcun giorno lavorativo, per il 26% di loro il dolore ha un grande impatto sul lavoro.
Tra i pazienti affetti da dolore cronico moderato, il 27% è rappresentato da persone over 60: il 37,7% riferisce di aver provato dolore fisico da moderato a molto forte nelle 4 settimane precedenti l’intervista, e che il 23,1% ha gravi limitazioni motorie. Le donne lamentano più degli uomini dolore fisico da moderato a molto forte (45,4 vs 27,6%) e tra le ultraottantenni la percentuale arriva al 58,6% contro il 39,2% degli uomini.
«Poiché l’incidenza di questo dolore persistente aumenta con l’età - precisa Mattia - per curarlo è necessario scegliere farmaci analgesici che non interferiscano con la funzione renale o epatica o che abbiano un impatto negativo sulla coagulazione del sangue o sulla pressione arteriosa, essendo spesso i pazienti anziani già politrattati per altre patologie».
I farmaci più utilizzati per il trattamento del dolore cronico moderato sono gli antinfiammatori non steroidei (Fans). In Italia nel 68% dei casi il dolore viene controllato con un Fans (se ne consumano 43 milioni di confezioni l’anno per curare il dolore), rispetto alla media europea del 44%, con una spesa annuale di 4556 €/paziente per costi diretti e indiretti: 3156 € (69%) per perdite di produttività (assenze da lavoro) e 1400 € a carico del SSN.
Un passo importante in termini di accesso alle cure è rappresentato dalla disponibilità di un cerotto transdermico a rilascio costante di basse dosi di buprenorfina (oppioide) con applicazione settimanale, che ha ottenuto da poco la rimborsabilità e ha dimostrato di essere efficace nel dolore cronico moderato di pazienti con osteoartrosi, dolore neuropatico, mal di schiena (low-back e upper-back pain).
«Il dolore cronico è ampiamente trattato con i Fans, con conseguenze significative in termini di effetti collaterali laddove venissero utilizzati senza controllo medico e per periodi prolungati. Un problema tutto italiano dovuto sia alla convinzione che "antinfiammatorio" è sinonimo di "analgesico", sia al fatto che molte formulazioni di farmaci antinfiammatori possono essere acquistate senza ricetta» afferma Franco Marinangeli, direttore dell’Istituto di anestesia e rianimazione all’Università dell’Aquila. «La disponibilità della buprenorfina, farmaco oppioide già collaudato in passato, in una formulazione del tutto innovativa (un cerotto della durata di 7 giorni), e a dosaggi molto ridotti (per questo con indicazione già per il dolore moderato e per pazienti fragili e affetti da diverse patologie), rappresenta un’arma importantissima nelle mani del clinico, assolutamente alternativa ad altre specialità medicinali oggi disponibili, con enormi vantaggi in termini di aderenza alla terapia da parte dei pazienti, sempre meno inclini ad assumere decine di compresse di farmaci nel corso della giornata».
Non va dimenticato che il 15 marzo 2010 l’Italia ha adottato la legge numero 38 ("Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla gestione del dolore"), un grande passo avanti per ottenere un cambiamento in termini di assistenza sanitaria per questo tipo di pazienti. Tale legge fornisce ai cittadini il diritto di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, imponendo all’assistenza sanitaria sistemi per creare strutture dedicate per raggiungere tali obiettivi. Purtroppo, da un recente sondaggio è emerso che la maggior parte dei cittadini (61,9%) non è a conoscenza dell’esistenza di una legge specifica attestante il diritto di ricevere un adeguato trattamento per il loro dolore.


1
Create a website


Registrati Gratuitamente

È IMPORTANTE SAPERE CHE:

La registrazione è necessaria per accedere ai servizi esclusivi di Salute Che Fare e per ricevere BUONI SCONTO sui prodotti e consulenze nutrizionali dalla tua farmacia di zona!