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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
11/05/2018, 12:22

BPCO, conoscenza, informazione, percezioni errate BPCO



BPCO,-malattia-cronica-che-colpisce-5-milioni-di-italiani-su-cui-regna-sovrana-la-confusione-


 È candidata a diventare nel giro di pochi anni la terza causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Nonostante ciò la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) resta un’illustre sconosciuta...



È candidata a diventare nel girodi pochi anni la terza causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolarie i tumori. Nonostante ciò la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) restaun’illustre sconosciuta per un italiano over 40 su due. Ma anche nellarimanente quota di popolazione che si ritiene informata i margini di incertezzae confusione rimane elevata: per molti si può guarire (59%), è una malattia stagionale(30%), si può curare anche con rimedi naturali (28%), è ereditaria (22%) e cosìvia.Sono questi i risultati di dueindagini condotte da Doxapharma per verificare da un lato quanto ne sa la popolazionegenerale sulla malattia, dall’altro qual è l’esperienza personale e quotidianadei pazienti. Dalla prima indagine su un campione di 1000 adulti over 40 dientrambi i sessi emerge una percezione errata della malattia in termini diincidenza e gravità. «I dati della medicina generale indicano una prevalenzadella BPCO intorno al 3% misurata con rilievi spirometrici» spiega FrancescoBlasi, ordinario di Malattie respiratorie dell’Università di Milano. «Inrealtà, in tutto il mondo la prevalenza varia fra il 6 e 9%: quindi in Italiapossiamo aspettarci circa 5 milioni di pazienti con BPCO di cui circa metà conuna forma moderata-grave o molto grave».L’indagine, però, mostra cheproprio nella fascia di popolazione dove si concentra la maggioranza dei casi,la consapevolezza resta bassa: la BPCO è la meno citata dopo ipertensione,artrosi, diabete, emicrania e asma. Poco più di uno su 2 sa che è una malattiadiffusa (56%), sebbene il 73% sia consapevole del fatto che è una patologiacronica, e l’83% riconosca la tendenza a sottostimarne la gravità. Sulle causescatenanti c’è più certezza, ma non manca la confusione: pur se 2 persone su 3riconoscono correttamente fra le principali il fumo, l’inquinamento el’ambiente di lavoro malsano, c’è anche chi cita scarsa igiene, cattivaalimentazione e stress, oltre a scambiare per ereditarietà quella che puòessere una predisposizione genetica alla malattia se esposti a fattori di rischiocome il fumo.Poco più della metà dellapopolazione riconosce la necessità di assumere farmaci quotidianamente e conregolarità, mentre c’è anche chi pensa sia sufficiente un utilizzo al bisogno.Tutti però percepiscono come gravi e molto gravi i disturbi della BPCO, sebbenesolo la metà ritenga che chi ne soffre debba affrontare delle rinunce, adeguandola sua vita alla patologia. Cosa fa la differenza nella conoscenza della BPCO? «L’avereun malato in famiglia» sottolinea Gadi Schoenheit, vice president Doxapharma. Lotestimonia l’11% degli intervistati che racconta l’esperienza dei familiari ela frequenza di sintomi quali tosse cronica, fame d’aria, respiro sibilante,peso sul petto. Molti ricordano le crisi acute, forti attacchi che impedivanoal familiare malato di respirare (il 35% nell’ultimo anno), ma anche lanecessità di accedere in pronto soccorso o di ricovero in ospedale (63%). Ma iparenti testimoniano anche casi frequenti di non corretta aderenza alle terapie:l’8% racconta di familiari con BPCO che usano l’erogatore solo in caso diemergenza.


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