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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
11/05/2018, 12:10

microbiota, tumore epatico, cure mirate, nuove cure tumore fegato, microbiora e fegato



Fegato-grasso,-il-rischio-di-tumore-epatico-dipende-anche-dal-microbiota-intestinale


 Predire in futuro chi si ammalerà di tumore epatico sarà possibile attraverso lo studio del microbiota intestinale. A sostenerlo sono i ricercatori della Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs e Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma...



Predire in futuro chi si ammaleràdi tumore epatico sarà possibile attraverso lo studio del microbiotaintestinale. A sostenerlo sono i ricercatori della Fondazione Policlinico A.Gemelli Irccs e Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazionecon la Fondazione Irccs - Istituto nazionale dei tumori (Int), con uno studio appenapubblicato sulla rivista Hepatology,che ha coinvolto pazienti a rischio e soggetti sani aprendo le porte apossibilità di cure mirate e all’identificazione precoce dei pazienti concirrosi epatica da fegato grasso a maggior rischio di sviluppareepatocarcinoma. La ricerca è stata condotta da Francesca Ponziani del gruppocoordinato da Antonio Gasbarrini, direttore dell’area Gastroenterologia eOncologia medica della Fondazione Policlinico Gemelli e ordinario diGastroenterologia dell’Università Cattolica, in collaborazione con VincenzoMazzaferro dell’Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano. «L’asse fegato-intestino gioca unruolo chiave nella patogenesi della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) -spiega Gasbarrini - che è la terza causa al mondo di carcinoma epatocellulare(HCC). L’obiettivo dello studio è stato esplorare le caratteristiche delmicrobiota associate a presenza di HCC nei pazienti con fegato grasso andatiincontro a cirrosi epatica. In questi pazienti il profilo del microbiotaintestinale e l’infiammazione sistemica sono tra loro correlati e possono concorrereal processo di formazione del tumore epatico». «In futuro - sottolinea l’esperto -lo studio del microbiota intestinale consentirà di identificare i pazienti piùa rischio di sviluppare un tumore epatico e indirizzare i clinici versointerventi più mirati e personalizzati: per esempio sostituire il microbiota intestinale"malato" con uno "sano" in grado di contrastare lo sviluppo della malattia».I ricercatori hanno confrontato laflora intestinale di 61 pazienti (21 con cirrosi da fegato grasso e tumoreepatico, 20 con cirrosi ma senza tumore e 20 individui sani) studiando inparticolare il profilo del microbiota di ciascuno, la loro permeabilità intestinalee lo stato infiammatorio. Dallo studio è emerso che i pazienti con tumoreepatico presentano livelli eccessivi di calprotectina fecale, una proteinarilasciata da cellule del sistema immunitario in condizioni di infiammazione.Anche i livelli plasmatici di mediatori dell’infiammazione erano maggiori nei pazienticon tumore, che presentavano inoltre un elevato quantitativo di cellule immunosoppressoriee attivate nel sangue.Inoltre, il microbiota dei pazienticon cirrosi era caratterizzato da una maggiore concentrazione di Enterobacteriaceae e Streptococco, e una carenza di Akkermansia benefici per l’organismo.Tra i pazienti cirrotici, quelli con tumore epatico risultavano deficitarianche in Bifidobacterium, altro ceppofavorevole per la nostra salute, mentre i Bacteroidese le Ruminococcaceae risultavanoincrementati.Secondo i ricercatori, lealterazioni del microbiota intestinale in questi pazienti potrebberodeterminare lo sviluppo di un microambiente tale da favorire l’insorgenza ditumore epatico mediante meccanismi diretti, infiammatori, e indiretti diimmunosoppressione.


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