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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
06/04/2018, 16:18

caffeina, Alzheimer, neofobia, salute, prevenzione, alimentazione,



Caffeina-potrebbe-aggravare-i-sintomi-neurologici-nei-pazienti-colpiti-da-Alzheimer-


 Se la caffeina si è dimostrata efficace nel prevenire la demenza bloccando i recettori dell’adenosina, sia in pazienti colpiti da Alzheimer sia in quelli con fisiologico processo di invecchiamento...



Se la caffeina si è dimostrata efficace nel prevenire la demenza bloccando i recettori dell’adenosina, sia in pazienti colpiti da Alzheimer sia in quelli con fisiologico processo di invecchiamento, non lo stesso accade una volta che i sintomi cognitivi dell’Alzheimer si sono manifestati. Secondo uno studio spagnolo condotto sui topi e pubblicato su Frontiers in Pharmacology, la caffeina avrebbe infatti l’effetto opposto aggravando i sintomi della patologia neurologica. Se i problemi di memoria sono quelli più marcati nell’Alzheimer, questa patologia è altrettanto caratterizzata da sintomi neuropsichiatrici fortemente presenti nei primi stadi della malattia. 
Noti come sintomi psicologici e comportamentali delle demenze (SPCD), tali disturbi (ansia, apatia, depressione, allucinazioni e paranoia) si manifestano in modo differente da paziente a paziente. I ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università autonoma di Barcellona (UAB), in collaborazione con il Karolinska Institutet svedese di Göteborg, hanno condotto uno studio su 2 gruppi di topi: roditori anziani sani e roditori con Alzheimer.
Secondo Raquel Baeta-Corral, prima autrice dello studio, i topi sviluppano la malattia di Alzheimer in modo molto simile agli umani non solo con i classici problemi cognitivi, ma anche un certo numero di sintomi SPCD. Un modello valido, a detta dei ricercatori, per determinare se i benefici della caffeina potevano compensare i suoi effetti negativi. 
I risultati dello studio hanno evidenziato che la caffeina modifica il comportamento dei roditori sani e aggrava i sintomi neuropsichiatrici di quelli con Alzheimer con effetti significativi sulla neofobia (la paura per tutto ciò che è nuovo), sui comportamenti legati all’ansia, oltre che all’equilibrio emotivo e cognitivo.


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