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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
06/04/2018, 15:20

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 Consumare verdure in abbondanza, specialmente le crucifere come broccoli, cavolfiori, cavoli e cavolini di Bruxelles, sembra proteggere le donne over 70 dall’aterosclerosi delle carotidi...



Consumare verdure in abbondanza, specialmente le crucifere come broccoli, cavolfiori, cavoli e cavolini di Bruxelles, sembra proteggere le donne over 70 dall’aterosclerosi delle carotidi. A sostenere l’effetto scudo del menù verde è uno studio dell’Università dell’Australia Occidentale, pubblicato sul Journal of the American Heart Association. Fra le verdure, le più efficaci sarebbero proprio le crucifere.
Secondo la responsabile della ricerca Lauren Blekkenhorst, si tratta di uno dei pochi studi ad aver esplorato il potenziale impatto di diversi varie tipi di vegetali sull’aterosclerosi subclinica, condizione all’origine della patologia cardiovascolare. L’équipe Aussie ha distribuito questionari alimentari a 954 donne australiane di oltre 70 anni, che hanno dovuto descrivere il proprio consumo di verdure entro un range di risposte compreso tra "non mangio mai vegetali" e "li porto in tavola 3 o più volte al giorno". Tra i vegetali inclusi nella ricerca: crucifere, alliacee (cipolle, aglio, porri e scalogno), verdure a foglia gialla/arancio/rossa e legumi. 
Dopo aver sottoposto le partecipanti ad esami per valutare lo spessore della parete carotidea e determinare la presenza e gravità delle placche, i ricercatori hanno rilevato una differenza media di spessore parietale della carotide pari a 0,05 mm tra le donne a basso e quelle a più alto consumo di vegetali. Un risultato significativo, dal momento che una riduzione dello spessore parietale del vaso arterioso di 0,1 mm è stata associata a una riduzione del 10-18% del rischio di ictus e infarto. Inoltre, ogni 10 g in più di crucifere consumate al giorno è associato a un’ulteriore riduzione dello spessore delle pareti carotidee (in media dello 0,8%). Un fenomeno esclusivo per le crucifere.
Insomma, i ricercatori non hanno dubbi sull’effetto protettivo delle crucifere sullo spessore della parete carotidea. Non resta che provare: il rischio, per "l’altra metà del cielo", è di vivere ancora più a lungo.



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