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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
30/03/2018, 11:43



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 Rientrano nelle più frequenti richieste di valutazione pediatrica in Italia i disordini della crescita, che coinvolgono circa 3 bambini su cento.



Rientrano nelle più frequenti richieste di valutazione pediatrica in Italia i disordini della crescita, che coinvolgono circa 3 bambini su cento. Se peso e statura sono sufficienti per avere un’idea abbastanza precisa di uno sviluppo nella norma, il concetto di crescita "normale" ha invece dei margini piuttosto ampi da definire attraverso dati statistici raccolti su un vasto numero di soggetti. Una preoccupazione, dunque, all’ordine del giorno nelle famiglie che può tramutarsi in una fonte di stress per i genitori.
Ma tenere sotto controllo l’accrescimento del proprio figlio lo si può fare anche in modo autonomo, senza doversi recare necessariamente dal medico. Grazie al Fascicolo sanitario digitale personale (FSDp) "Family Health", messo a punto da Biomedia come banca dati protetta e riservata dove archiviare tutti i documenti sanitari propri e della famiglia registrando eventi fisiologici e patologici, è possibile creare i cosiddetti "Bilanci di Salute". Registrandosi gratuitamente sul sito web familyhealth.it ed entrando nel proprio FSDp, è possibile aggiungere le misurazioni di circonferenza cranica, peso e altezza del neonato e salvare il grafico che apparirà, condividendolo con il pediatra. Dopo il parto, dalla prima settimana fino ai 3 mesi, i neonati dovrebbero aumentare di circa 150-200 g la settimana, raddoppiando il peso intorno ai 5 mesi e triplicandolo intorno al primo anno di vita.
«Un rallentamento della crescita è un fenomeno comune nei primi anni dell’età evolutiva a causa di diverse componenti, come quella genetica e nutrizionale, che influiscono già nella fase intrauterina» spiega Giovanni Corsello, ordinario di Pediatria all’Università di Palermo. «Può dipendere, infine, da fattori ormonali che agiscono in modo decisivo sullo scatto di crescita nel periodo puberale. Possono esserci soggetti con un semplice ritardo costituzionale della crescita legato al loro specifico assetto genetico individuale, che viene poi recuperato nella fase puberale per l’azione dei fattori ormonali».
Fattori patologici o fisiologici possono incidere sui ritardi della crescita ed è, quindi, importante il ruolo del pediatra nel riconoscere se in questo rallentamento ci sono dei fattori patologici. Tra i marcatori genetici c’è l’altezza dei genitori, l’età della maturazione puberale, eventuali anomalie congenite, malformazioni, problemi nello sviluppo neuro-psico-motorio che possono associarsi ad una scarsa crescita.
Più frequenti tra le cause patologiche sono quelle ambientali legate a fattori esterni come la nutrizione. Per esempio, un ritardo di crescita può essere una spia di celiachia, malattie allergiche e infiammatorie intestinali croniche cause di malassorbimento con rallentamento sensibile della crescita. Esistono, poi, patologie ormonali da carenza dell’ormone della crescita (GH) o di altri ormoni. Perciò i bambini vanno sottoposti a controlli cadenzati, prima ogni 3 mesi, poi ogni 6-12 mesi, per valutare la velocità di crescita. 
Come specificato anche nell’area riservata del Fascicolo Sanitario Digitale personale, se la crescita è inferiore al terzo 3° percentile, è fondamentale sottoporre il bambino a una valutazione dell’età ossea attraverso una radiografia del palmo della mano e polso sinistri, in grado di correlare l’età anagrafica con la velocità di sviluppo dei nuclei di ossificazione. 
«Nel primo anno di vita il bambino triplica il peso dalla nascita e aumenta mediamente di 25-30 cm la sua lunghezza. Questo dipende anche da come è stato alimentato e dalla normalità dei suoi tratti genetici», spiega l’esperto. «Esistono, poi, alcune categorie a maggior rischio di ritardo di crescita nei primi anni di vita come i neonati pretermine (7-8% di tutti i nati), che in genere recuperano dopo 2-3 anni».
«Esistono oggi problemi opposti, legati all’eccessiva crescita secondaria a sovrappeso e obesità», avverte Corsello. «Condizioni che non comportano solo un incremento ponderale, ma innescano anche un meccanismo che aumenta la crescita staturale. Abbiamo un numero elevato di bambini con un’alimentazione sbilanciata, troppo ricca di calorie, grassi e proteine, che dai primi anni iniziano a crescere molto, in maniera anomala. Sono bambini esposti a stili di vita erronei, in cui rientrano anche la scarsa attività fisica e la sedentarietà, collegati con un uso eccessivo di Pc e tablet».



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