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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
23/03/2018, 15:00

dieta, alimentazione, problemi cardiaci, salute, corretta nutrizione,



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 agliare duramente l’apporto calorico 2 volte la settimana, a fronte di un regime dietetico normale per i restanti 5 giorni, sembrerebbe ridurre il rischio di malattia cardiaca...



Tagliare duramente l’apporto calorico 2 volte la settimana, a fronte di un regime dietetico normale per i restanti 5 giorni, sembrerebbe ridurre il rischio di malattia cardiaca. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università del Surrey, che hanno scoperto come severe restrizioni alimentari per 2 giorni su 7 abbiano un impatto positivo maggiore sulla salute rispetto a una dieta continuativa. Seguire questa strategia alimentare consente di eliminare più rapidamente i grassi nocivi dal circolo sanguigno rispetto a chi segue una normale dieta a restrizione calorica, con benefici a lungo termine per il cuore.
Secondo i ricercatori britannici, che hanno pubblicato i risultati dello studio sul British Journal of Nutrition, la dieta 5+2 prevede che si mangi normalmente per 5 giorni la settimana, mentre per 2 giorni si riduce l’introito energetico a circa 600 kcal consumando solo zuppe e frullati. I ricercatori hanno seguito 15 persone in sovrappeso che stavano adottando questo regime e le hanno confrontate con 12 persone in sovrappeso che seguivano una dieta normale (1400 kcal al giorno per le donne e 1900 per gli uomini), monitorandoli finché tutti i partecipanti non hanno perso il 5% del peso corporeo.
Risultato: il gruppo 5+2 ha raggiunto l’obiettivo più velocemente rispetto al gruppo di controllo (in media 59 giorni contro 73 rispettivamente). Ma la cosa più sorprendente è che il primo gruppo è risultato in condizioni fisiche più sane, come hanno dimostrato le analisi del sangue eseguite all’inizio e alla fine dello studio: colesterolo più basso, pressione arteriosa ridotta del 9% rispetto a un aumento del 2% con la dieta convenzionale, migliore produzione di insulina.
Nonostante i risultati positivi, sottolineano gli esperti, si tratta comunque di una dieta molto difficile da seguire che richiede ulteriori studi e approfondimenti per confermarne la supposta efficacia.


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