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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
16/03/2018, 10:33

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 Sono stati 557 mila i connazionali operati l’anno scorso di cataratta, l’intervento più eseguito nel nostro Paese e nel mondo con oltre 24 milioni di persone...



Sono stati 557 mila i connazionali operati l’anno scorso di cataratta, l’intervento più eseguito nel nostro Paese e nel mondo con oltre 24 milioni di persone che si sono dovute sottoporre alla rimozione del cristallino naturale opacizzato. Oggi è possibile dire addio alla cataratta con un solo intervento all’avanguardia, in grado di offrire nuove prospettive di recupero dei difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) in persone colpite da cataratta incipiente o addirittura assente. 
«L’operazione di cataratta - spiega Scipione Rossi, responsabile dell’Unità operativa di Oculistica dell’ospedale San Carlo di Nancy - consiste nella sostituzione del cristallino opacizzato e non più efficiente dal punto di vista ottico con un cristallino artificiale. Le nuove lenti a profondità di fuoco o multifocali garantiscono una correzione di quasi tutti i difetti di vista, permettendo al paziente di fare a meno degli occhiali. Anche in questo caso, purtroppo, la tecnologia più avanzata e più efficace ha un costo superiore rispetto a quello standard». Tanto che oggi solo il 2% degli interventi viene eseguito con la tecnologia d’avanguardia.
Un’altra innovazione tecnologica è rappresentata dal laser a femtosecondi. Si tratta di uno strumento che, grazie a impulsi laser di durata brevissima, dell’ordine di milionesimi di miliardesimi di secondo, sostituisce parzialmente gli ultrasuoni nel polverizzare il cristallino artificiale. «Dopo l’intervento - aggiunge Scipione Rossi, che fa parte anche del board direttivo della Società oftalmologica italiana (Soi) - il paziente, che può essere bendato o meno, deve seguire alcune norme igieniche utilizzando un collirio antinfiammatorio e antibiotico per alcuni giorni, dopodiché può tornare alla sua vita normale. Le complicanze sono intorno al 3%, ma in questo computo sono comprese anche le alternative che riguardano la superficie oculare (come la sensazione di bruciore che si può avvertire nel postoperatorio), mentre quelle gravi come le infezioni sono veramente rare».


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