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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
16/03/2018, 10:03

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Psico-sette,-come-manipolare-la-mente-delle-persone-con-l’aiuto-di-cibo-e-diete


 Alimentazione e diete alternative sono le armi strategiche per arruolare nuovi adepti di psico-sette.



Alimentazione e diete alternative sono le armi strategiche per arruolare nuovi adepti di psico-sette. «Il cibo - spiega Cinzia Mammoliti, criminologa specializzata in manipolazione mentale e violenza psicologica, oltre che autrice del volume I serial killer dell’anima, a commento dell’indagine della polizia di Ancona che ha individuato una psico-setta guidata da un noto imprenditore del settore macrobiotico cui sono contestati reati di riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale - rappresenta una chiave importante perché convoglia diverse esigenze, che vanno dalla soddisfazione di un bisogno primario a diversi bisogni spirituali quali benessere, cambiamento, equilibrio e cura». Un sistema di manipolazione in cui la prescrizione di speciali diete macrobiotiche sembra avere un ruolo centrale.
«Purtroppo la crisi globale alla quale si associano il bisogno di identificarsi in qualcuno e di farsi guidare, costituisce un fattore di rischio immenso per persone fragili, e l’alimentazione apre un varco facile. Si propongono regole salvifiche, di mutamento e di equilibrio. Si pensi alla presa che ha la moda del digiuno e agli esperti improvvisati che sul web si propongono come guide, con grossi rischi per la salute, e trovano nella maggior parte dei casi numerosi seguaci».
Secondo l’esperta, insomma, l’alimentazione è una buona "esca" per "catturare soggetti fragili, resettarli psicologicamente e riprogrammarli. Una procedura ordinaria di manipolazione mentale, o lavaggio del cervello, consiste nello strutturare metodi che cancellano i principi e i valori del soggetto per inserirne di nuovi. Questo accade in una setta, con obiettivi ovviamente truffaldini, ma anche in tutte le manipolazioni relazionali in qualsiasi contesto: coppia, famiglia, lavoro.
Chi è condizionato appare come ipnotizzato, tanto che le persone care si accorgono di un forte mutamento. Il primo sintomo è una sorta di invasamento: la persona parla sempre dello stesso argomento su cui non accetta critiche, è iper rigida, non riesce a concepire forme di pensiero differenti, rivela sintomi d’ansia e irritabilità. La persona non si sente più capita da nessun altro che non faccia parte della setta e non sta più bene con gli altri. Infatti, il primo obiettivo della setta è quello dell’isolamento dal resto del mondo. Venirne fuori non è per niente facile, perché si tratta di una vera e propria dipendenza.
«L’aiuto dei familiari è importante, non tanto perché sia facile agire sul congiunto, ma per le denunce e le segnalazioni per far saltare l’organizzazione: è più facile far saltare la gabbia che convincere chi è dentro a uscirne», avverte Mammoliti. «Una volta spezzate le catene, si spera che la vittima abbia modo di risvegliarsi. Il forte trauma della rottura della gabbia può essere come lo schiocco delle dita per svegliarsi dall’ipnosi». Con un rischio, avverte l’esperta: che le vittime restino ancora invischiate e divengano i primi difensori del loro aguzzino, sentendosi vittime non di lui, ma da chi le ha liberate.
«Una volta sgominata la setta - spiega la criminologa - le vittime dovrebbero essere prese in carico da persone specializzate nella comprensione della dinamica di lavaggio del cervello ed essere aiutate con un percorso in grado di decondizionarli. Una sfida tutt’altro che semplice».



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