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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
09/03/2018, 16:00

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Alimentazione,-un’indagine-rivela-che-gli-studenti-italiani-sono-tra-i-più-salutisti-al-mondo


 Preferiscono uno stile alimentare più salutista gli studenti italiani, tanto che l’87% di loro sottolinea l’importanza di alimentarsi in maniera sana: il 61% consuma cibo sano senza farne...



Preferiscono uno stile alimentare piùsalutista gli studenti italiani, tanto che l’87% di loro sottolineal’importanza di alimentarsi in maniera sana: il 61% consuma cibo sano senzafarne un’imposizione, mentre per il 26% è un aspetto fondamentale della propriavita. La medaglia d’oro va però ai cinesi (90%), mentre chiudono il podio apari merito spagnoli e indiani (84%), seguiti da americani (80%) e inglesi (78%).È quanto emerge da un recente sondaggio mondiale di Sodexo su oltre 4000studenti in Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India.Italiani fra i più salutisti almondo come conferma la percentuale di chi invece non si cura minimamente di ciòche mangia, ovvero solo l’1% degli interpellati della Penisola contro il 4% deibritannici e il 3% degli statunitensi. Inoltre, il 57% degli studenti italianiconsuma il pranzo preparato a casa, contro il 46% di americani e inglesi,mentre il 35% lo fa all’interno dell’università contro il 19% di iberici eindiani e il 6% dei cinesi.Tuttavia, gli italiani sono anche imeno propensi a imparare a cucinare: solo il 30% vorrebbe acquisire competenzein questo campo superati solo dai cinesi (22%), contro il 42% degli americani eil 39% degli indiani. Ma il cibo rimane un fattore fondamentale per i giovani delloStivale, i quali piuttosto che risparmiare saltando un pasto (10%), nonuscirebbero con gli amici (43%), abbandonerebbero un hobby (33%) o addiritturanon accenderebbero il riscaldamento (13%).Insomma, meno della metà deglistudenti consuma il pranzo all’interno del campus in ristoranti, caffè o negoziuniversitari, ad indicare che gli atenei hanno ancora spazi di miglioramento nelrendere le opzioni per pranzare all’interno dei campus più allettanti. «Negli ultimi anni è cresciuta laconsapevolezza, soprattutto nei più giovani, che alimentarsi in modo sano è unimportante investimento a lungo termine per il mantenimento di un buon stato disalute» afferma Paola Palestini, docente di Biochimica, coordinatore del masterADA (Alimentazione e dietetica applicata) e membro del presidio della qualitàdidattica all’Università di Milano-Bicocca. «Questa nuova consapevolezza non èsolo italiana, come ci si potrebbe aspettare in quanto culla della dietamediterranea e di una biodiversità agricola di alta qualità, ma è presenteanche se in percentuali minori in paesi dove questi presupposti sono poco presenticome Usa e Inghilterra».


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