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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
17/04/2015, 18:39

ipotiroidismo, ipertiroidismo, levotiroxina, tiroide, squilibrio ormonale,



Ipotiroidismo,-a-rischio-gli-anziani-in-terapia-sostitutiva


 Sono in aumento le malattie della tiroide, che oggi colpiscono oltre il 10% della popolazione generale con più di un milione di casi solo in Lombardia.



Sono in aumento le malattie della tiroide, che oggi colpiscono oltre il 10% della popolazione generale con più di un milione di casi solo in Lombardia. Un trend destinato a crescere nei prossimi 20 anni a causa sia dell’inquinamento ambientale sia della carenza iodica che caratterizza molte aree del territorio nazionale.
A farne maggiormente le spese sono i pazienti affetti da ipotiroidismo sottoposti a terapia sostitutiva, persone fragili che faticano a seguire il piano terapeutico prescritto perché assumono numerosi farmaci a causa dell’età o perché affetti da patologie concomitanti, oppure incapaci di seguire le indicazioni mediche che prevedono l’attesa di almeno mezz’ora prima di fare colazione dopo l’assunzione dei farmaci. Pazienti, quindi, nei quali è difficile raggiungere e mantenere un equilibrio ormonale ottimale a lungo termine.
«Tant’è vero - spiega Carlo Cappelli, endocrinologo dell’AOU Spedali Civili di Brescia - che il 40% delle persone in terapia sostitutiva con levotiroxina è in disequilibrio ormonale. In questi casi il medico tende ad aumentare la dose di farmaco con il rischio per il paziente di sviluppare ipertiroidismo associato ad ulteriori disturbi». Uno studio condotto dal team dell’esperto bresciano, pubblicato su Europe Geriatric Medicine⃰, che ha seguito per 5 anni due gruppi di pazienti anziani (417 in totale) in trattamento con l’ormone tiroideo levotiroxina in compresse o in forma liquida, ha dimostrato una maggiore stabilità del profilo ormonale nelle persone trattate con levotiroxina liquida evitando il rischio di ipo o ipertiroidismo al quale questi pazienti vanno incontro. In particolare, il rischio di una soppressione dell’ormone stimolante la tiroide (TSH) e quindi di ipertiroidismo, è 5 volte maggiore in pazienti trattati con levotiroxina in compresse. L’ipertiroidismo è particolarmente rischioso nei pazienti anziani nei quali è ben documentato un maggior rischio di sviluppare complicanze cardiache come la fibrillazione atriale, osteoporosi, fratture e decadimento cognitivo. «Pertanto - conclude Cappelli - mantenere un profilo ormonale stabile è fortemente auspicabile: oggi questo è possibile grazie a nuove formulazioni alternative alle compresse».



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