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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
02/02/2018, 11:54

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 Si è pronunciata in modo chiaro e incontestabile la Corte europea, confermando la situazione di illegittimità organizzata nel nostro paese per favorire la commercializzazione di Lucentis...



Si è pronunciata in modo chiaro e incontestabile la Corte europea, confermando la situazione di illegittimità organizzata nel nostro paese per favorire la commercializzazione di Lucentis a scapito di Avastin, due farmaci equivalenti che consentono ai pazienti affetti da maculopatia retinica di conservare la vista. «Da sempre denunciamo in ogni sede il pericolo discriminante subito quotidianamente da 100 mila pazienti italiani - sottolinea Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (SOI) - che non possono accedere alle cure necessarie e stanno perdendo l’uso della vista».
Oggi solo il 2% dei 7000 medici oculisti italiani può erogare la terapia ai pazienti affetti da maculopatia. Con la sua sentenza la Corte di giustizia europea ha ribadito la correttezza delle tesi e delle indicazioni che, fin dal 2007, sono state responsabilmente esposte e sostenute dalla SOI per superare la criticità di questa situazione. Nel 2017 in Italia sono state effettuate 300 mila iniezioni salva vista, mentre in Germania, Inghilterra e Francia ne sono state eseguite oltre un milione. 
Traduzione: nel nostro paese si curano in modo insufficiente il 70% dei malati.
«È veramente straordinario - sostiene Piovella - che a settembre 2017, nonostante i 10 anni di precise indicazioni da parte della SOI, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) abbia confermato la devastante delibera del 2014 basata sulla presunta pericolosità di Avastin, penalizzando nuovamente i pazienti. Una decisione dell’Ente regolatorio italiano contro ogni evidenza scientifica, motivata illogicamente sulla presunta la pericolosità di Avastin, pericolosità che 3 gradi di giudizio, compresa la sentenza della Corte di giustizia europea, hanno certificato essere inesistente».



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