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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
19/01/2018, 16:40

fast food, sistema immunitario, risposta immunitaria, infezione batterica, infiammazione, aterosclerosi, diabete, attivazione genetica, epigenetica, memoria immunitaria,



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 Patatine, panini, fritti e dolci tornano sul banco degli imputati. Secondo uno studio dell’Università di Bonn, pubblicato su Cell, il sistema immunitario ...



Patatine, panini, fritti e dolci tornanosul banco degli imputati. Secondo uno studio dell’Università di Bonn, pubblicatosu Cell, il sistema immunitarioreagisce a una dieta ad alto contenuto di grassi e calorie come a un’infezionebatterica. Non solo: nel lungo termine il cibo fast food sembra rendere ledifese dell’organismo più aggressive. Anche diverso tempo dopo la conversionead una dieta sana, infatti, l’infiammazione che deriva dalla stimolazioneimmunitaria innata è più pronunciata. Cambiamenti a lungo termine che, avvertonoi ricercatori, potrebbero essere coinvolti nello sviluppo di aterosclerosi ediabete. Per provarlo gli scienziati hanno sottopostodei topolini a dieta ingrassante di tipo occidentale con un menu ricco digrassi e zuccheri e povero di fibre. Gli animali hanno così sviluppato unaforte risposta infiammatoria sistemica, come avviene dopo un’infezione battericaimportante. «La dieta malsana ha portato ad un inaspettato aumento del numerodi alcune cellule immunitarie nel sangue dei topi - spiega Anette Christdell’Università di Bonn - in particolare granulociti e monociti. Un fenomenoche rivela il coinvolgimento dei progenitori delle cellule immunitarie nel midollo».Per comprendere meglio questirisultati inaspettati, i ricercatori hanno isolato i progenitori dei principalitipi di cellule immunitarie da topi nutriti con una dieta occidentale o con unadieta di controllo sana, per procede ad un’analisi sistematica della lorofunzione e dello stato di attivazione. «Gli studi genomici hanno dimostrato chela dieta occidentale aveva attivato un gran numero di geni nelle celluleprogenitrici, tra cui anche quelli responsabili della proliferazione e dellamaturazione cellulare», sottolinea Joachim Schultze dell’Istituto Limesdell’Università di Bonn. Il fast food, quindi, induce il corpo a reclutarerapidamente un esercito enorme e potente di "soldati".Quando i ricercatori hanno offertoai roditori la loro tipica dieta a base di cereali per altre 4 settimane,l’infiammazione acuta è scomparsa. Ma non così la riprogrammazione geneticadelle cellule immunitarie e dei loro precursori: anche dopo 4 settimane didieta sana, molti dei geni che erano stati attivati durante la fase "fast food"erano ancora attivati.«È relativamente recente lascoperta che il sistema immunitario innato ha una forma di memoria» ricordaEicke Latz, direttore dell’Istituto per l’immunità innata dell’ateneo tedesco. «Dopoun’infezione le difese del nostro corpo restano in una sorta di stato diallarme, in modo da poter rispondere più rapidamente a un nuovo attacco». Unasorta di allenamento immunitario innato, secondo gli esperti. Ebbene, nei topiquesto meccanismo non era scatenato dai batteri, ma dalla dieta ipercalorica.Il team ha poi identificato il sensore del fast food nelle cellule immunitarie,mettendo in luce dei cambiamenti epigenetici. «In questo modo il sistemaimmunitario reagisce anche a piccoli stimoli con forti risposte infiammatorie»,aggiunge Latz. Risultati importanti, sottolineano i ricercatori, cheevidenziano l’importanza di una dieta sana, soprattutto per i bambini chedevono essere aiutati a prendere decisioni consapevoli sulle proprie abitudini alimentari.


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