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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
16/01/2018, 13:36

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 Eseguito con successo presso la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma il primo impianto italiano con procedura mininvasiva della nuova valvola biologica Avalus™ di Medtronic...



Eseguito con successo presso la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma il primo impianto italiano con proceduramininvasiva della nuova valvola biologica Avalus™ di Medtronic in pericardiobovino. L’intervento è stato condotto dal cardiochirurgo Massimo Massetti, direttore dell’Areacardiovascolare del Gemelli e ordinario di Cardiochirurgia all’UniversitàCattolica di Roma su una paziente settantenne affetta da stenosi valvolareaortica, una patologia isolatadi carattere senile degenerativo molto comune in Occidente e una delle più frequenti in Italia nellapopolazione over 65.Se non adeguatamente trattata, la malattia può causare la morte nel 50% dei soggetti colpiti a distanzadi 3 anni dall’inizio dei sintomi: dai soffi cardiaci nei casi lievi a dispnea(fame d’aria), dolore al petto (angina pectoris) e svenimento improvviso (sincope)nei casi più gravi associati ad ingrossamento del cuore (ipertrofia cardiaca).«La paziente è stata operatanella sala ibrida del Gemelli a dicembre con una degenza complessiva di 4giorni dopo l’intervento e una riabilitazione di circa 2 settimane» spiegaMassetti. «Dopo l’intervento, perfettamente riuscito, l’impianto non è statoseguito da complicanze e la protesi ha dimostrato i vantaggi previsti conmiglioramento della funzione cardiaca e delle condizioni generali dellapaziente».Data l’età media dei pazientisempre più alta, sottolinea l’esperto, è ormai preferibile ricorrereall’impianto di protesi biologiche al posto diquelle meccaniche che necessitano di una terapia anticoagulante a vita dopol’intervento. Anche se la durata delle valvole biologiche si attestaintorno ai 10-15 anni con la successiva necessità di sostituirle, grazie alle bioprotesi di ultima generazioneè possibile reintervenire tramite tecniche percutanee, piuttosto chesottoporre il paziente a una nuova operazione di sostituzione della valvoladeteriorata.La nuovavalvola biologica presentanumerosi vantaggi: un trattamento del materiale biologico, cioè del pericardio,che ne facilita la longevità, un profilo basso e un anello di sutura avanzato(la parte che permette di fissare la valvola a livello del cuore con fili disutura in grado di saldarla prontamente). Il tessuto artificiale dell’anello,inoltre, favorisce la cicatrizzazione rendendo la valvola ancor più compatibilecon l’apparato circolatorio. Insomma, un impianto più semplice e più"biocompatibile" rispetto al passato in grado di migliorare la gestione delpaziente qualora il rimanifestarsi della patologia richieda un nuovo interventochirurgico o transcatetere.Risultato: l’anziana donnaoperata con tecnica chirurgica valvolaremininvasiva ibrida ha oggi unacicatrice finale di appena 3 cm. Un trauma chirurgico molto limitato, assolutamente non paragonabile aquello della chirurgia tradizionale di circa 25 cm.


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