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LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
07/12/2017, 13:20

artrite reumatoide, AR, sovrappeso, obesità, variazioni di peso, correlazione, esito malattia



Artrite-reumatoide,-gli-effetti-negativi-del-peso-corporeo-sulla-risposta-al-trattamento


 Potrebbe influenzare la risposta al trattamento il peso corporeo nei pazienti con artrite reumatoide (AR), finanche ad aumentarne il rischio di morte precoce. A sostenerlo sono...



Potrebbeinfluenzare la risposta al trattamento il peso corporeo nei pazienti conartrite reumatoide (AR), finanche ad aumentarne il rischio di morte precoce. Asostenerlo sono due nuovi studi clinici che hanno affrontato le possibiliricadute del fattore ponderale sulla salute delle persone colpite da AR.

Su Arthritis Care & Research iricercatori del Dipartimento di Reumatologia della Weill Cornell Medical Schooldi New York hanno pubblicato un’indagine sulla possibilità che sovrappeso eobesità possano modificare la probabilità di remissione nella prima fase dellamalattia. Dopo aver esaminato 982 pazienti, di cui il 32% normopeso, il 35%sovrappeso e il 33% obeso, nel giro di 3 anni il 36% di loro ha manifestato unaremissione sostenuta. Rispetto ai pazienti normopeso, quelli sovrappeso avevanoil 25% di probabilità in meno di ottenere una remissione sostenuta, mentrequelli obesi avevano il 47% in meno. Pertanto, nelle persone con AR che nonottengono una risposta adeguata al trattamento, il peso corporeo può essere unfattore da prendere assolutamente in considerazione.

In unsecondo studio, pubblicato su Arthritis& Rheumatology, l’attenzione della ricerca si è concentrata invecesulle variazioni di peso nell’AR precoce e sul conseguente rischio di morteprecoce nei pazienti. I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital edell’Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti, hanno valutato ben 902donne con diagnosi di AR e 7884 donne senza malattia. Delle donne con AR, il41% è morto durante un follow-up medio di 17 anni, mentre nelle donne esenti damalattia il 29,2 % è deceduto durante un follow-up medio di 18,4 anni. Inentrambi i gruppi, le donne che hanno manifestato una forte calo ponderalehanno mostrato i più alti tassi di mortalità.



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