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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
01/12/2017, 15:51

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 Con il progredire dell’età si registra la perdita e degenerazione di materia bianca celebrale responsabili del progressivo declino delle funzioni cognitive. Un fenomeno cui oggi è possibile far fronte con...



Con il progredire dell’età si registra la perdita e degenerazionedi materia bianca celebrale responsabili del progressivo declino delle funzionicognitive. Un fenomeno cui oggi è possibile far fronte con il fitness cardiorespiratorioe l’esercizio fisico in grado di proteggere il cervello dall’invecchiamento grazieai meccanismi di plasticità neuronale attraverso la creazione di nuoveconnessioni tra le cellule nervose e la riparazione/creazione di neuroni nuovidi zecca. Plasticità e neurogenesi sono correlate alla prevenzione di malattie qualidemenze e Alzheimer.

Già nel 2012 il National Institute of Aging del NationalInstitute of Health (NIH) statunitense aveva confermato questa relazionevirtuosa, sottolineando come i migliori riscontri si avessero proprio daprogrammi di camminata con effetti sui lobi frontali e temporali e una marcataricaduta sulla memoria a breve termine. In uno studio focalizzatosulla materia bianca cerebrale i ricercatori Usa hannoinvestigato gli effetti dell’esercizio aerobico su 70 soggetti sedentari tra i 55e gli 80 anni, misurandone i parametri cardiorespiratori e le performancecelebrali, evidenziando un aumento della sostanza bianca nelle areeprefrontali, parietale e temporale nel gruppo di soggetti che avevacamminato (walking), mentre coloro che avevano fatto solo stretching non hannoevidenziato benefici analoghi. Dunque, una certa quantità di esercizio aerobicosembra aumentare la quantità e la rigenerazione delle cellule celebralidanneggiate, effetto che si estende anche all’atrofia senile che può essereconsiderata reversibile.

«La crescita del numero di anziani è un fenomeno globale,con un aumento del 20% (a partire da oggi) degli over 65 entro il 2030, mentreil numero di soggetti (americani) che sviluppano una qualche forma di demenza èdestinato a raddoppiare entro lo stesso anno. Identificare i meccanismisottostanti all’invecchiamento cerebrale è quindi una priorità di salutepubblica», avverte Anna Maria Crespi, fondatrice dell’Associazione WAL (WalkAnd Learn) e organizzatrice del congresso “Verso la CreativETÀ” di Assisi,nonché autrice del volume “Il metodo WAL (Walk And Learn) pubblicato daMorlacchi Editore.

«Siamo abituati a credere che dai 60 anni in poi il declinocognitivo sia inevitabile», aggiunge l’esperta. «Per contrastare le perdite dimemoria alcuni autori hanno proposto esercizi mentali, altri esercizi fisici,altri ancora entrambe le attività nella speranza di ottenere un effettosommatorio, sfruttando il maggiore apporto in termini di ossigeno determinatodal fitness e l’aumento delle connessioni tra i neuroni provocato dallo sforzomentale deliberato. I volontari di uno studio francese dell’Università di Lille2, dell’ospedale di Montpellier e dell’Università di Liévin-Artois, suddivisiin 3 gruppi, mostrano tutti un miglioramento nel quoziente di memoria: +8,5%per quelli assegnati all’attività aerobica, +7,4% per quelli del trainingmentale e +9,2% per chi aveva seguito entrambi gli allenamenti. Questiultimi, tuttavia, con prestazioni migliori degli altri soggetti anche nell’apprendimento,nella memoria e nella logica».

Risultati confermati dalla più recente ricerca diSandra Chapman del Centre for Brain Health dell’Università del Texas, che hastudiato l’effetto dell’attività aerobica anche a breve termine. Ad un gruppodi 37 adulti sedentari è stato chiesto di fare movimento per 1 ora 3 volte lasettimana per 3 mesi. Seguiti da un allenatore, i volontari hanno fattocyclette e tapis roulant con risultati positivi sia nelle performance cognitivesia sulla capacità respiratoria e cardiaca, con effetti stabili anche dopola fine del programma di allenamento.



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