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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/11/2017, 17:48

cibo piccante, minor rischio ictus, infarto cardiaco



Ipertensione-arteriosa,-una-dieta-ricca-di-spezie-aiuta-a-ridurre-il-consumo-di-sale
Ipertensione-arteriosa,-una-dieta-ricca-di-spezie-aiuta-a-ridurre-il-consumo-di-sale


 Chi mangia “piccante” assume meno sale e ha valori pressori più bassi rispetto a chi segue una dieta meno speziata, oltre a contare su una riduzione del rischio di ictus e infarto cardiaco.



Chi mangia “piccante” assume meno sale e ha valori pressori più bassi rispetto a chi segue una dieta meno speziata, oltre a contare su una riduzione del rischio di ictus e infarto cardiaco. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Hypertension secondo cui la capsaicina, ossia la sostanza chimica che conferisce ai peperoncini il loro odore pungente, aumenterebbe la percezione del gusto salato.
Al trial coordinato da Zhiming Zhu, direttore del Dipartimento di ipertensione ed endocrinologia della terza Università militare di Chongqing in Cina, hanno preso parte 606 cinesi adulti, suddivisi in base alle loro preferenze per i sapori salati e piccanti, ai quali sono stati misurati i valori pressori. Dai dati raccolti è emerso che, rispetto a coloro che seguivano diete poco speziate, chi preferiva cibi piccanti non solo aveva valori di pressione sistolica e diastolica più bassi rispettivamente di 8 e 5 mmHg, ma consumava anche meno sale. Il protocollo di studio prevedeva anche l’utilizzo di tecniche di imaging per esaminare 2 aree cerebrali, l’insula e la corteccia orbito frontale, note per essere coinvolte nel gusto salato. I risultati ottenuti indicano che le aree stimolate dal sale e dal cibo piccante si sovrappongono e che gli alimenti speziati incrementano ulteriormente l’attività cerebrale nelle aree già attivate dal sapore salato. Un fenomeno di amplificazione in grado di aumentare la sensibilità al sale riducendone il consumo alimentare.



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