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SALUTE CHE FARE!

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
24/11/2017, 17:31

Blefarospasmo, disturbo neurologico,



Blefarospasmo,-un-disturbo-neurologico-di-cui-soffrono-circa-seimila-persone-in-Italia


 Gli occhi possono chiudersi quando vogliono, e talvolta in questo stato sospeso rimangono: chiusi. Per qualche minuto, qualche ora o addirittura qualche giorno. Si manifesta così il blefarospasmo essenziale benigno (BEB), un disturbo neurologico



Gli occhi possono chiudersi quando vogliono, e talvolta in questo stato sospeso rimangono: chiusi. Per qualche minuto, qualche ora o addirittura qualche giorno. Si manifesta così il blefarospasmo essenziale benigno (BEB), un disturbo neurologico che colpisce soprattutto donne di mezza età provocando una contrazione involontaria dei muscoli elevatori della palpebra, che nei casi più gravi si trasforma in vera e propria cecità funzionale che, seppur temporanea, è altamente invalidante.
Così si racconta la giornalista scientifica Paola Emilia Cicerone nel libro “Cecità Clandestina”, edito da Maria Margherita Bulgherini, che ripercorre la propria storia di malattia con le difficoltà, le frustrazioni, la ricerca di un equilibrio e alla fine la felice risoluzione del disturbo. Disturbo che pare sia accentuato da stress, affaticamento e squilibri ormonali. Definito benigno perché non associato ad altre patologie, secondo un recente studio italiano il blefarospasmo potrebbe essere annunciato proprio da un aumento dell’ammiccamento: cioè il battito di ciglia.
Il muscolo orbicolare oculare non funziona adeguatamente e non risponde più al controllo manifestando contrazioni e spasmi intermittenti e involontari. Sostanzialmente si tratta di una “distonia focale”, bilaterale e spesso cronica come viene descritta dalla Fondazione americana per la ricerca sulla BEB (BEBRF). Nonostante l’occhio sia sano, il disturbo rende ciechi e nelle fasi acute gli occhi rimangono ostinatamente serrati per il 75% del tempo. Inoltre, due terzi dei pazienti sperimentano una perdita del tono muscolare e tremori del volto. Gli episodi sono in genere improvvisi, ma possono essere scatenati da luci brillanti, stress emotivi, movimento e lettura.
Secondo recenti dati della letteratura il disturbo colpisce da 1,6 a 30 persone su 100.000 individui con una prevalenza del sesso femminile di 3 a 1. Nonostante la rarità del disturbo, il BEB interessa circa 150 mila persone solo in Usa con 2 mila nuovi casi l’anno. Affannoso è anche il percorso diagnostico: di recente i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla a San Diego, in California, hanno messo a punto un software per valutare i sintomi in modo obiettivo per evitare che i pazienti si trovino a peregrinare per anni tra diversi specialisti prima di arrivare a una diagnosi corretta.
Purtroppo, questa è la cattiva notizia, non esiste una cura definitiva: i trattamenti spaziano dalla terapia medica a quella chirurgica, ma l’approccio più diffuso consiste in iniezioni con tossina botulinica in grado di rallentare la trasmissione degli impulsi nervosi ai muscoli: un trattamento che va ripetuto ogni 3-4 mesi, con una limitata probabilità di successo dell’80-95%, anche se non tutti pazienti risolvono completamente il problema.



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