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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
10/11/2017, 13:32

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 Le teorie sul sonno ritornano di attualità dopo il Nobel della Medicina 2017 assegnato agli scienziati Hall, Rosbash e Young teorizzatori e scopritori dei meccanismi molecolari dei bioritmi....



Le teorie sul sonno ritornano di attualità dopo il Nobeldella Medicina 2017 assegnato agli scienziati Hall, Rosbash e Young teorizzatorie scopritori dei meccanismi molecolari dei bioritmi. Il sonno è uno deisincronizzatori principali dei bioritmi, tanto da diventare un prezioso alleatodella salute psico-fisica che il medico potrebbe addirittura prescrivere. «Ilsonno – spiega Piernicola Garofalo, presidente dell’Associazionemedici endocrinologi (Ame) Onlus – è unprocesso attivo e dinamico con un impatto importante su molti aspetti dellasalute, della vita quotidiana e della crescita. Il sonno ha molteplici funzioniquali la conservazione dell’energia, il consolidamento della memoria, ilrecupero psicofisico, ecc. Inoltre, interagisce con il sistema nervoso,endocrino e immunitario influenzando i tre sistemi più complessi del nostroorganismo, che a loro volta condizionano qualità e quantità del sonno».

Ma cosa c’entra il sonno con l’endocrinologia? «Quasitutte le cellule del corpo presentano un orologio biologico e molti geni siattivano o disattivano seguendo il ritmo circadiano» sottolinea Daniela Agrimi dell’Ambulatorio di Endocrinologia, diagnostica ed interventisticatiroidea dell’Asl Brindisi. «L’alterazione dell’orologiobiologico aumenta la probabilità di malattia con particolare evidenza per lepatologie metaboliche come il diabete tipo 2 e l’obesità. Il nostro modello socialeche ci spinge ad essere attivi 24h7, induce a ridurre le ore di sonno a favoredi quelle di attività con una marcata alterazione delle oscillazioni ormonaliche regolano il metabolismo».

Molti studi hanno dimostrato che la riduzione delle oredi sonno aumenta il rischio di sviluppare diabete tipo 2 influenzando il modoin cui il nostro corpo utilizza il glucosio: maggiormente durante la veglia, dimeno durante il sonno quando il metabolismo cerebrale del glucosio è rallentatoe la sua captazione da parte dei neuroni è ridotta del 30-40% rispetto allostato di veglia. La deprivazione di sonno, anche parziale ma ripetuta neltempo, o la compromissione della qualità del sonno con ripetuti risveglidurante la notte, modificano il metabolismo del glucosio e la secrezione diinsulina, portando chi dorme meno di 6-7 ore per notte a un rischio più alto disviluppare il diabete.

Altri studi hanno anche messo in relazione uninsufficiente riposo con l’aumento di peso: le persone che dormono abitualmentemeno di 6 ore per notte hanno un indice di massa corporea (BMI) più alto dellamedia. Durante il sonno il nostro corpo secerne ormoni che aiutano acontrollare l’appetito e il metabolismo energetico. Dormire poco porta ad unosquilibrio di questi ed altri ormoni: per esempio a livelli più bassi dileptina, l’ormone che indica al nostro cervello di aver introdotto abbastanzacibo, e a livelli più alti di grelina che invece stimola l’appetito, con ilrisultato di avere più appetito e favorire il consumo di cibi ad alto contenutocalorico. Una persistente alterazione del ritmo sonno-veglia è quindi unfattore di rischio per malattie metaboliche al pari di inattività e una dietasbilanciata.

Insomma, vale sempre l’antico detto popolare “dormi cheti passa”.



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