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SALUTE CHE FARE!

La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
10/11/2017, 13:28

acqua, equilibrio idrosalino, iponatremia, sodio, attenzione,



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 L’acqua è il principale costituente del corpo umano (50-60% del peso corporeo) e l’uomo, al pari degli altri vertebrati, è dotato di meccanismi fisiologici...



L’acqua è il principale costituente del corpo umano (50-60% del pesocorporeo) e l’uomo, al pari degli altri vertebrati, è dotato di meccanismifisiologici in grado di mantenere l’equilibrio idrosalino: non solo perconservare l’acqua, ma anche per eliminarne l’eccesso.

«Da qualche tempo diversi messaggi pubblicitari ci inducono a beregrandi quantità d’acqua per “tonificarci”, “pulirci dentro” e “idratarci”, ed èmolto importante fare chiarezza» spiega MarcoFaustini Fustini, neuroendocrinologo dell’IRCCS Istituto di ScienzeNeurologiche di Bologna. «La pubblicità sottolinea congrande rilievo l’importanza delle “acque senza” questo o quell’elemento, ma,dal punto di vista medico non ha alcun senso, salvo poche e rare eccezioni. Inrealtà, l’acqua deve essere fonte anche di sali, che concorrono al benesserecomplessivo dell’organismo: se è vero che l’acqua è il principale componentedel nostro corpo, è altrettanto vero che il sodio è il principale elemento aldi fuori delle cellule. Un’acqua molto povera di sodio, pur essendo spessopropagandata come elisir di lunga vita e di bell’aspetto, trova assai pocheindicazioni in ambito medico. Discorso analogo per le acque povere di calcio:se si escludono alcune malattie particolari, non c’è motivo di consumare acquepovere di tale elemento. Al contrario, in un’epoca in cui la popolazione assumescarse quantità di calcio con la dieta, assumerlo con l’acqua potrebbe aiutarea raggiungere il fabbisogno giornaliero e ridurre il rischio di osteoporosi».

E se è vero che la bevanda per eccellenza per dissetarsi e idratarsi èl’acqua, non dovrebbe essere automaticamente sostituita con bibite commercialiin genere troppo ricche di zuccheri. Ma quanta acqua dobbiamo bere ogni giorno?

«Ci sono condizioni che richiedono modificazioni significativedell’introito giornaliero di acqua» avverte l’esperto. Per esempio, nel caso dialcune condizioni morbose che compromettono direttamente o indirettamente lacapacità del rene di eliminare un carico di acqua, si può arrivare aconsigliare di non superare gli 800 mL al giorno. Al contrario, in caso didiarrea profusa o dopo un periodo di ridotto accesso libero all’acqua, èconsigliato aumentare l’apporto idrico giornaliero anche fino a 3-4 litri. Inogni caso si tratta di condizioni patologiche che richiedono il parere delmedico, evitando il fai-da-te».

Una persona in buone condizioni di salute e con una dieta normaleriesce a smaltire anche più di 10 litri di acqua al giorno, ma in alcuni casiil corpo ha minori capacità di eliminare l’acqua in eccesso von il rischio diiponatremia, cioè di ridotte concentrazioni di sodio nel sangue. «In questicasi – precisa Faustini Fustini – bere grandi quantità di acqua (3-5 litri algiorno) può portare ad un’intossicazione che, seppur raramente, può essereletale. L’iponatremia può essere causata da farmaci, come i diuretici tiazidicie gli antidepressivi, che interferiscono a vari livelli con i meccanismi checontrollano l’equilibrio idrico del corpo, o in seguito a malattie checomportano una secrezione inappropriata di ormone antidiuretico tale daconcentrare in maniera eccessiva e inadeguata le urine, come può accadere inalcuni casi di tumore del polmone o di malattie, per lo più a carico delsistema nervoso centrale (meningiti, traumi cranici, emorragie cerebrali, ecc.)che innescano una secrezione eccessiva dell’ormone da parte della neuroipofisi».

«Ma l’iponatremia – conclude il neuroendocrinologo – può manifestarsianche se la dieta è molto povera di soluti, come nelle persone indigenti (conuna dieta sbilanciata), nelle persone con anoressia nervosa o dedite al consumodi grandi quantità di birra (notoriamente povera di soluti). L’iponatremiacolpisce circa il 10-15% dei pazienti ricoverati in ospedale e, anche se i casigravi sono rari, la terapia deve essere tempestiva, per evitare conseguenzesoprattutto a livello cerebrale».



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