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La salute è caratterizzata non solo dall’assenza di malattia,  ma anche da un equilibrio dinamico di benessere fisico, emotivo, sociale e intellettuale. Nutrizione e corretta educazione alimentare sono quindi basi fondamentali di questa armonia.

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CEFALEE

 

LE CEFALEE

Responsabile Scientifico Canale Cefalee:
Dr.ssa Sheila Leone - Specialista in Farmacologia
03/11/2017, 15:25

campagna di prevenzione, maculopatia, degenerazione maculare, DM, prevalenza donne, correlazione altre patologie, fumo, diabete, ipertensione, scarsa conoscenza



Oftalmologia,-la-maculopatia-conduce-a-cecità-ma-sono-pochi-gli-italiani-che-lo-sanno


 Sono stati presentati oggi i risultati della prima indagine nazionale sulla degenerazione maculare (DM) nella popolazione italiana over 50, condotta dall’istituto Lorien Consulting in collaborazione con....



Sono stati presentati oggi i risultati della prima indagine nazionale sulla degenerazione maculare (DM) nella popolazione italiana over 50, condotta dall’istituto Lorien Consulting in collaborazione con il Centro ambrosiano oftalmico (Camo), che ha dato voce ai 1.400.000 italiani colpiti da questa patologia, ovvero ad oltre il 5,3% della popolazione over 50. Rispetto al totale campione, i portatori di DM sono in prevalenza donne (69% vs 54%), provenienti dal Nord Ovest (40% vs 27%), con un’età distribuita in maniera diametralmente opposta rispetto alla popolazione e con una maggiore concentrazione di over 80 (54% vs 14%). Anche nella percezione generale, a soffrire maggiormente di DM sono le donne rispetto agli uomini. Dall’indagine è emersa inoltre una correlazione fra DM e altre patologie o abitudini di vita scorrette: chi ne soffre è maggiormente affetto da diabete (25%) rispetto al resto della popolazione over 50 (11%), ha subito o deve subire interventi di cataratta (35% vs 13%) o soffre di ipertensione arteriosa (46% vs 35%), e fuma di più (31%) rispetto al resto del campione (23%).Nonostante sia una malattia diffusa, è ancora molto scarsa la conoscenza nella popolazione generale: il 32% afferma di conoscerla, ma solamente l’11% riesce a darne spontaneamente una definizione più precisa e a ricordarne alcuni degli effetti principali, tra cui la percezione di macchie scure (scotomi) e di distorsioni (metamorfopsie), fino quasi alla perdita della vista. Quest’ultima percentuale sale, naturalmente, per chi è affetto dalla patologia, sebbene sia solo il 29%. Solo dopo averne riferito la corretta definizione, i conoscitori fra la popolazione raggiungono il 41%, che resta ben al di sotto della metà degli intervistati, mentre raggiunge il 100% fra i sofferenti. Per i non sofferenti che la conoscono, comunque, il passaparola è il principale canale di comunicazione (10%), mentre ancora molto bassa è la percentuale di persone che ne hanno sentito parlare tramite i media tradizionali.Una forte differenza tra i due campioni è costituita dall’individuazione dei corretti sintomi e cause della DM. Se infatti il 25% del totale campione ricorda le corrette cause, fra cui diabete, un’età superiore ai 50 anni e l’ipertensione e il 20% dello stesso cita almeno un sintomo corretto, in primis la perdita della capacità visiva, tali percentuali salgono rispettivamente all’81% e al 75% per i colpiti dalla patologia.Ma la principale differenza risiede nella percezione della gravità della malattia. Se i sofferenti, utilizzando una votazione da 1 a 10, la giudicano in media all’8,7, con un 54% che indica un voto tra 9 e 10, per gli over 50 italiani il punteggio medio è pari a 7, dove però più della metà del campione non sa indicare alcun voto. La maggior parte del campione (74%) non sa inoltre che basta un semplice esame oculistico, (si chiama OCT) oltre agli esami più specifici, per ottenere una diagnosi della malattia. «Una diagnosi precoce con un semplice esame non invasivo che dura pochi minuti - sottolinea Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia dell’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano - è fondamentale per anticipare la terapia nei tempi giusti».Dall’indagine è poi nata l’iniziativa di una campagna di prevenzione promossa da Camo, in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e con il patrocinio del Ministero della Salute, che offre ai cittadini un mese di visite gratuite presso 15 centri di eccellenza su tutto il territorio per diagnosticare questa patologia. «Proprio perché siamo consapevoli che la popolazione ignora la gravità della maculopatia - spiega Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro ambrosiano oftalmico (Camo) - abbiamo deciso di attuare questo grande screening con una task force di specialisti per fermare questa epidemia che causa una grave compromissione della vista».


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